Nada, tra pop e canzone d’autore

Nada, tra pop e canzone d’autore

L’artista apre la nostra agenda settimanale degli appuntamenti live

Mezzo secolo dopo “Ma che freddo fa” e “Cuore stanco” Nada ha decisamente cambiato la sua proposta artistica. Da portabandiera del pop, genere che le ha regalato altre hit da “Ti stringerò” a “Pasticcio universale” e “Amore disperato”, è passata alla canzone d’autore. Meglio, da cantautrice. Divenendo un punto di riferimento anche per il pubblico più giovane che non mancherà di tributarle un nuovo omaggio partecipando numeroso al live di domenica a Brescia, in via Serenissima, nel contesto della festa di Radio Onda d’Urto. Lei accoglierà i ragazzi con un sorriso che servirà a mitigare il racconto delle sue ansie e del disagio che rappresenta uno dei temi forti del suo ultimo album “È un momento difficile, tesoro”. Così come forte è il suo rock, già strumento ideale per esprimere i suoi tormenti nei precedenti cd “Tutto l’amore che mi manca” e “L’amore devi seguirlo”. Nada non ha problemi a mettere in discussione il rapporto con i genitori, ai quali dedica due brani di particolare impatto: “O madre” alla mamma e “All’ultimo sparo” al padre. Per un viaggio negli angoli più intimi del suo cuore. Alla ricerca della “Luna in piena” , con la speranza che si riesca a “Correre” verso un futuro migliore. (Nada: domenica 11 alla festa di Radio Onda d’Urto a Brescia).

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Una serata di parole, musica, genio e sregolatezza: di e con Bobo Rondelli. Forse è troppo definire “artista maledetto” il protagonista dell’evento di lunedì a Villa Damioli di Pisogne. Però è sicuro che non si può definire “tranquillo” il cantante e scrittore livornese, chiamato dagli organizzatori della rassegna “Lo Shomano” a presentare il suo libro “Cos’hai da guardare” e a cantare alcuni dei suoi “irriverenti” brani. Nei suoi testi, scritti e cantanti, sfila un’umanità che lui non giudica, ma osserva con tanta benevolenza e un pizzico di (auto)ironia. Raccontando le vicende di “Disperati, intellettuali, ubriaconi”. I cui protagonisti hanno le “Anime storte”. Cantautore che non lascia indifferenti. (Bobo Rondelli: lunedì 12 a Villa Damioli di Pisogne).

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Quando c’è un Marley in concerto (come succede lunedì alla festa di Radio Onda d’Urto in via Serenissima a Brescia) ci sono due certezze: si ascolterà tanto e buon reggae. Ancora di più la garanzia arriva quando si esibisce Ziggy, ovvero il primo e più famoso figlio del grande Bob. In omaggio al padre il 50enne cantante e chitarrista non manca di eseguire la cover del famoso brano “Is this love”. In più ci saranno altri omaggi agli indimenticabili pezzi del padre. Ma non solo, visto che Ziggy dispone di un ampio – e pluripremiato – repertorio personale. Attenzione alle difficoltà dei poveri e necessità di una “ribellione d’amore” guidata da leader di alto livello; questi i temi al centro del suo show. (Ziggy Marley: lunedì 12 alla festa di Radio Onda d’Urto a Brescia).

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Un nome che mette allegria. Una storia che, per quanto formata da pochi capitoli, ha rappresentato un punto di riferimento importante, soprattutto per le punk band dei primi anni ottanta. Loro, e non solo, hanno tratto ispirazione della lezione dei Flipper, attesi domenica al Circolo Magnolia di Segrate. Con ospiti a sorpresa, felici di accompagnare il gruppo originario di San Francisco. Del quartetto di fondatori sono rimasti in due, il grintoso batterista Steve DePace e il chitarrista Ted Falconi. In questo tour li accompagnano il bassista Mike Watt (Minutemen, Firehose, The Stooges e Banyan le band con coi si è cimentato) e l’esperto cantante David Yow. Esperienza garantita, così come l’effetto nostalgia. (Flipper: domenica 11 al Circolo Magnolia di Segrate).

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