In viaggio con Erodoto negli scontri tra civiltà

In viaggio con Erodoto negli scontri tra civiltà

Una guida “particolare” per il volume di Ryszard Kapuscinski

Antonino Sidoti

Mettere insieme le storie narrate da Erodoto con le vicende mondiali della Guerra fredda nei paesi del terzo Mondo è un’impresa che solo un grande giornalista e reporter come Ryszard Kapuscinski ha saputo fare, tessendo con cura vicende, impastellando personaggi, intorno al millenario tema del confronto tra Oriente e Occidente. In Erodoto era la guerra tra Greci e Persiani, negli anni ’70 la sfida tra i modelli di Usa e Urss: e ora che i modelli sono molteplici l’atavico “scontro di civiltà” sembra riproporsi, riemergendo come un fiume carsico nel pietroso paesaggio del nichilismo moderno.

Si sente terribilmente la mancanza di una figura come Kapuscinski, in grado di saldare l’esperienza del proprio vissuto con la passione per la carta scritta, quella tramandata che è sempre storia contemporanea. L’autore ci riporta al significato originario che i greci davano al termine storia, ovvero indagine, saldando l’azione storica al suo racconto. L’abilità del reporter non sta solo nell’andare nei posti al momento dello scoppio dell’evento, ma anche saper aspettare, arrivare sul luogo del fatto prima che avvenga o restare dopo, quando tutti se ne vanno e ognuno è lasciato in preda al proprio dolore.

Le parole travolgono con l’irruenza degli avvenimenti, rendendoci protagonisti di una tela da continuare a tessere. L’autore ci fa varcare subito la frontiera facendoci entrare con tenerezza nella sua infanzia, sui banchi di scuola: è lì che compare Erodoto, storico di una terra sconosciuta per i polacchi che vivevano sotto il regime comunista. È con la morte di Stalin e il disgelo che i viaggi del Greco, fino ad allora solo immaginati, possono essere vissuti. Dapprima l’India, primo incontro con la diversità e abbandono dell’eurocentrismo, poi la Cina maoista. È all’Africa però che va l’interesse dell’autore: commovente l’arrivo all’isola di Gorèe per vedere le carceri da dove partivano gli schiavi. La contrapposizione tra greci e barbari ritorna negli scontri etnici fino alla battaglia di Salamina, ma l’autore ci porta poi sulla costa orientale dell’Africa, dove il tempo scompare e il pensiero sulla veranda di un hotel va ai soldati persiani vinti.

Stanco del presente, il reporter desidera mettere in guardia da un provincialismo del tempo, citando T.S. Eliot, «per cui la storia non è che la cronaca delle invenzioni umane via via superate e messe da parte, e il mondo proprietà esclusiva dei vivi, una proprietà di cui i morti non possiedono azioni. La minaccia che si annida in questa sorta di provincialismo è che possiamo diventare tutti provinciali; e a coloro che non vogliono essere provinciali non resterà che farsi eremiti».

Ryszard Kapuscinski
In viaggio con Erodoto
Feltrinelli, Milano 2019, pp. 263, € 9.50

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