Il Fai difende l’organo Serassi del santuario di Caravaggio
L’organo Serassi nel santuario di Codogno

Il Fai in difesa dell’organo Serassi del santuario di Caravaggio

Il progetto del Fondo per l’ambiente per il restauro del prezioso strumento custodito nella chiesa di Codogno e realizzato nel 1774

Una nuova importante missione del Fai in difesa dei beni culturali. E l’attenzione questa volta si rivolge su un gioiello della Bassa. La firma prestigiosa di chi nel 1774 lo ha realizzato è incisa su una delle sue 980 canne musicali: Giuseppe Serassi, organaro tra i più grandi tra Settecento ed Ottocento. È un capolavoro di meccanica e progettazione l’organo Serassi custodito a Codogno nel santuario di Caravaggio e sabato pomeriggio oltre un centinaio di persone hanno levato gli occhi verso l’imponente facciata di questa “macchina musicale” che necessita di un restauro urgente.

Lo storico organo

A occuparsene il Fai attraverso “Lo scrigno del santuario”, iniziativa promossa dalla delegazione di Lodi del Fondo Ambiente Italiano in collaborazione con la parrocchia di Codogno, il liceo “Giuseppe Novello” e le associazioni codognesi Accademia Maestro Raro e Amici dell’organo. Nell’archivio parrocchiale a Codogno si trova l’atto con cui il 16 agosto 1773 Serassi veniva incaricato della costruzione dell’organo e il documento sabato è stato letto dalla delegata Fai Elisa Frontori che ha speso parole di auspicio perché il restauro diventi realtà.

«Siamo di fronte a uno strumento unico che dà vanto a Codogno, dove pure già c’è un altro Serassi nella Collegiata di San Biagio, risalente al 1783 e già restaurato - ha sottolineato sabato Viccardi -. Rinascita che deve concretizzarsi anche per l’organo di Caravaggio». L’evento Fai è servito proprio a sensibilizzare sulla necessità del restauro, per la cui raccolta fondi è già attivo un conto corrente collegato all’Iban IT32 Z083 2432 9500 0000 0020 325.

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