Casale promuove gli allievi di Branca
Un momento del saggio al Carlo Rossi

Casale promuove gli allievi di Branca

Applausi per il saggio finale del corso di teatro al Carlo Rossi

Colto e divertente, all’insegna del grottesco e dell’iperbole. Allusivo della magia del teatro, dove si può morire e risorgere ogni volta, come fosse la prima. E, “last but not least”, bello, decisamente bello. Si può sintetizzare così “Vivi o morti”, il titolo dello spettacolo con il quale venerdì scorso a Casale gli allievi di Alberto Branca hanno concluso il loro corso di teatro. Un appuntamento giunto al quarto anno consecutivo, e che ha visto sfilare sul palco del”Carlo Rossi” una galleria di citazioni e brani davvero assortita, che ha conquistato gli spettatori.

Dal drammaturgo francese dei celebri e brevissimi delitti esemplari Max Aub ad Achille Campanile, passando per Checov e Paola Cortellesi, con folgoranti escursioni parodistiche tra Frankenstein Junior ed “E. R.”, fino a una scena intera da Ray Cooney e il brivido di Edgar Allan Poe: i protagonisti dello saggio hanno dimostrato una sorprendente capacità di cambiare registro, passando dal classico al contemporaneo, dall’umoristico al drammatico, a dimostrazione della bontà e della ricchezza del corso.

Tra i partecipanti, un solo uomo tra una buona dozzina di donne, con tante nuove attrici rispetto al gruppo storico e con la più giovane di 14 anni, che nello spettacolo ha anche introdotto , con la candela in mano, atti e scene come si faceva nel settecento. In tutto questo, “Vivi o morti”, visto dalla parte dei “vivi”, è stata una carrellata di varia umanità, una Commedia non troppo divina ma molto, molto umana. E molto apprezzata, non solo per l’impegno dei suoi protagonisti. Giù il sipario, allora: e arriverderci al prossimo anno.

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