Signoroni tra swing e cabaret: un ritorno non convenzionale
Stefano Signoroni

Signoroni tra swing e cabaret: un ritorno “non convenzionale”

Venerdì prossimo il “crooner” lodigiano in scena al teatro alle Vigne

Un varietà non convenzionale, ispirato ai grandi live show americani, in cui musica e comicità si alternano senza pause. Venerdì 24 (alle 21) il Teatro alle Vigne ospiterà “Unconventional Show”, un format che ha già riscosso un grande successo di pubblico e di critica e che vedrà protagonisti sul palco il pianista e “crooner” lodigiano Stefano Signoroni, accompagnato dalla sua The MC Band, insieme a quattro irreverenti comici di razza come Alessandro Betti e il Trio Boiler (Federico Basso, Davide Paniate e Gianni Cinelli). Dopo lo straordinario concerto della scorsa estate in piazza della Vittoria, il musicista lodigiano tornerà profeta in patria con uno spettacolo tutto da gustare, originale, stravagante, “unconventional” come suggerisce il titolo.

Stefano Signoroni al Blue Note

Dopo lo straordinario concerto della scorsa estate in piazza della Vittoria, il musicista lodigiano tornerà profeta in patria con uno spettacolo tutto da gustare, originale, stravagante, “unconventional” come suggerisce il titolo: « Ho conosciuto i miei nuovi compagni di viaggio durante un evento privato – racconta Signoroni, una vita spesa tra musica e ricerca scientifica (è consulente di genetica all’Istituto nazionale dei tumori di Milano e collabora al “Progetto Giovani” insignito dell’Ambrogino d’oro) -. Abbiamo provato a fare qualcosa insieme, sperimentando sul palco dello Zelig. Io sono un appassionato di televisione anni Sessanta e durante lo show natalizio, sempre a Zelig, è partita l’avventura di questo show non convenzionale. In seguito ci siamo esibiti in molti altri contesti, tra cui il Collisioni Festival, in cui abbiamo riscosso grande successo».

«Suonare a Lodi è sempre un’emozione particolare - racconta il musicista -. Alle Vigne mi sono già esibito in due occasioni, una quando ero ancora liceale e un’altra nel 1999. Considero comunque “Unconventional Show” il mio vero esordio sul teatro di casa, è uno spettacolo a cui tengo molto e che finora ci ha regalato molte soddisfazioni. Pensare di fare un nuovo concerto classico mi sembrava ripetitivo, così ho pensato a qualcosa adatto proprio per il teatro».

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