Footballization: l’integrazione passa attraverso il campo di calcio
Sopra un’immagine del film “Footballization”

“Footballization”: l’integrazione passa attraverso un campo di calcio

L’autore del film Stefano Fogliata è stato ospite in sala per la proiezione di martedì al cinema Fanfulla

Se il calcio è lo sport più popolare del mondo lo deve alla sua semplicità: per giocare bastano uno spiazzo, un pallone e quattro stracci (o lattine, mattoni o quello che si trova) a delimitare le porte. La “footballizzazione”, footballization in inglese, è un neologismo che indica quel fenomeno presente a ogni latitudine, anche in quei territori, come il Medio Oriente, spesso associati ad accrescitivi negativi quali islamizzazione o radicalizzazione. «Ho voluto mostrare che in queste zone non esistono solo le guerre e le emergenze: c’è anche lo sport», ha raccontato Stefano Fogliata, autore e protagonista di Footballization, il docufilm girato in Libano e presentato martedì sera in anteprima al Cinema Fanfulla di Lodi davanti a un pubblico numeroso e attento.

La presentazione al Fanfulla

Il calcio quindi, o meglio la passione per il calcio, è ovviamente il filo conduttore dell’opera diretta da Francesco Furiassi e Francesco Agostini. Nel campo profughi libanese di Bourj El-Barajneh, un chilometro quadrato in cui oggi vivono 45mila persone, la metà dei quali profughi palestinesi storici e l’altra metà arrivati dalla Siria negli ultimi sei anni, il pallone diventa strumento di integrazione, di riscatto, di voglia di vivere.

Il sottotitolo del film, «Chi non sa come tornare a casa?», è forse l’essenza dell’opera: è la domanda posta all’inizio degli allenamenti per aiutare gli ultimi arrivati a raggiungere le loro dimore, districandosi tra vicoli, cavi elettrici e palazzoni in costruzione. «Anche per me, italiano, il calcio si è rivelato un modo per sentirmi a casa – ha commentato Fogliata al termine della proiezione -. In questo campo profughi la passione per il calcio è più importante delle ideologie e di tutti gli “–ismi” che ci possono affibbiare».

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