Intervista con Leonardo, un genio sul palco
Massimiliano Finazzer Flory nei panni di Leonardo

Intervista con Leonardo, un genio sul palco

Alle Vigne è andato in scena il suggestivo spettacolo con Massimiliano Finazzer Flory

Lascia irrisolto l’enigma più celebre, quello del sorriso della Gioconda. Ma per il resto, nell’ora abbondante in cui si lascia “intervistare”, Leonardo Da Vinci non risparmia spunti e riflessioni interessanti. Anche se nei suoi panni è un attore, Massimiliano Finazzer Flory, a “Essere Leonardo da Vinci”, come era intitolato lo spettacolo che, la scorsa settimana alle Vigne, ha permesso anche al teatro lodigiano di omaggiare il grande genio a 500 anni dalla sua morte.

Il format dello spettacolo, è decisamente curioso. A interloquire con Leonardo/Finazzer, infatti, sono due “cronisti” del passato e del presente: il più anziano, Gianni Quillico, scrive a penna su un taccuino, l’altro, Jacopo Rampini, più giovane e tecnologico, si serve di un computer. Sono loro a scatenare il “Genio”, con una raffica di domande che permette a Leonardo di confermarsi sempre attuale, nonché all’avanguardia rispetto ai suoi tempi, anche a cinque secoli di distanza.

Un momento dello spettacolo

Dall’intervista spettacolo, ora punteggiata da evocativi brani musicali, ora dalla mimica di Finazzer, emerge la personalità di un intellettuale animato da un inesauribile desiderio di conoscere e di sperimentare, legato alla sua contemporaneità (viene ricordata la sua attività di ingegnere militare al servizio di Ludovico il Moro), ma anche spesso in anticipo sui suoi tempi, sostenitore di un indissolubile legame tra la cultura scientifica e l’arte della pittura. Quest’ultima sublimata ne “L’ultima cena”, capolavoro al quale l’attore dedica una suggestiva interpretazione. Applausi, meritati, per lui e per Leonardo. Che ancora oggi affascina e incanta, come solo i grandi possono fare.

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