Quando l’operetta regala il distacco dal mondo reale
La messinscena sul celebre lavoro di Franz Lehar al “Carlo Rossi” di Casale

Quando l’operetta regala il distacco dal mondo reale

Al Carlo Rossi di Casale “La Vedova Allegra” diretta da Stefano Giaroli ha emozionato e divertito il pubblico

«Un paio d’ore di totale distacco dal mondo reale». Così il Maestro Stefano Giaroli aveva definito la “sua” “Vedova Allegra”. Sarà pure operetta, genere spesso bistrattato perché ritenuto superficiale, ma in realtà è la messinscena sul celebre lavoro di Franz Lehar, in scena con esito trionfale al Teatro “Carlo Rossi” lo scorso venerdì sera, è stato molto di più.

Al di là della bellezza della musica e degli intrighi della trama, c’è stata la regia intelligente, spiritosa e autoironica di Alessandro Brachetti che ha aggiornato il pur freschissimo testo in prosa, con citazioni varie tra letteratura, musica pop e linguaggio multimediale, oltre che i continui strafalcioni linguistici dei personaggi che contagiano anche il pubblico, incollato al palcoscenico senza mai perdere un colpo.

Sarà pure operetta, ma questa versione ha dimostrato che non è necessario avere i Berliner Philarmoniker come orchestra, ma un gruppo di musicisti impeccabili per confezionare una resa eccellente e briosa; e che non è necessario avere quaranta tra ballerini e ballerine, ma avere in scena bravi danzatori, partecipi e felici di ballare, per emozionare, divertire e strizzare l’occhio alle “mosse” stile can-can piuttosto che alla varie turcherie asburgiche dei siparietti di cui è disseminato il testo.

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