Negli scatti di Martinenghi i riflessi amorosi della realtà
Martinenghi il giorno dell’inaugurazione insieme a Hassler

Negli scatti di Alberto Martinenghi il riflesso del mondo

Con la personale inaugurata venerdì l’artista si conquista un posto nel panorama della fotografia lodigiana

Si chiude con uno specchio la persona di la personale di Alberto Martinenghi aperta venerdì scorso alla Sala Tiziano Zalli dello Spazio Bipielle Arte. Lo specchio è il momento finale del percorso dove anche gli altri scatti diventano rispecchiamento di vissuti, riconosciuti dagli sguardi che li osservano: per assonanze di luoghi, per la capacità di evocare un’ora o una sensazione atmosferica e soprattutto di suggerire alla memoria o all’immaginazione.

Una fotografia in sintonia con il modo di essere dell’autore che «si fa notare in silenzio» e lavora senza ansie di protagonismo, il rispetto e la disponibilità i tratti dell’essere genuino «come le sue immagini». Lo ha raccontato così Tony Hassler, fotografo milanese collaboratore di importanti testate internazionali.

L’interpretazione delle spiagge e del mare (convincente il confronto di identici scatti nella versione bianco e nero/colore), della neve e della nebbia, degli alberi, delle periferie e di Trieste o di Omaha Beach, evita i pericoli del facile stereotipo; e dà la misura dei raggiungimenti tecnico-espressivi di Martinenghi che si conquista di diritto un posto nel panorama dell’attuale fotografia lodigiana.

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