Corsi e il “paradiso perduto”
Stefano Corsi

Il “paradiso perduto” di Stefano Corsi

Venerdì allo Spazio Bipielle a Lodi la presentazione del nuovo romanzo “Non nevica, non nevicherà”

Un sacerdote che ha a cuore la sua piccola comunità, una coppia in crisi, un’altra ingabbiata in una serena quanto apparente quotidianità, un malato terminale non credente che sente l’urgenza di fare un bilancio della sua vita davanti a un religioso, un bambino di rara sensibilità e intelligenza, due ragazze che cercano di uscire da quella lunga ferita che è l’adolescenza, un professore agnostico che trova nella cultura (e nel buonsenso) l’unica strada per sopravvivere al caos di questi giorni incerti.

La copertina

Sono tanti, e tutti in attesa di qualcuno o di qualcosa, i personaggi di Non nevica, non nevicherà, il nuovo romanzo firmato da Stefano Corsi, professore-scrittore lodigiano che da qualche tempo ha messo da parte la letteratura sportiva per dedicarsi alla narrativa. Libro che sarà presentato venerdì (ore 18) allo Spazio Bipielle Arte in via Polenghi Lombardo a Lodi.

Dopo Le due strade, opera dello scorso anno in cui il filo rosso era l’inquietudine di fondo dei protagonisti, in poche pagine Corsi dipinge con la consueta maestria un nuovo piccolo cosmo, una realtà minima che diventa universale in un succedersi di incontri, silenzi, slanci, illusioni e delusioni.

Le varie vicende, che finiscono per intrecciarsi nel libro, si svolgono a Piazzatorre, paesino di montagna dell’alta Val Brembana a cavallo tra le vacanza di Natale e i primi giorni dell’anno nuovo. «Per me Piazzatorre rappresenta una sorta di paradiso perduto: è il luogo dove andavo in vacanza da bambino» racconta Corsi, originario di Bergamo ma da anni residente a Lodi, dove insegna lettera al liceo scientifico Gandini.

Leggi l’approfondimento sull’Edizione de Il Cittadino di Lodi in edicola mercoledì 24

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