L’installazione dei lodigiani vince la “gara” di Orticolaria
Paola Maestroni tra Furio Ferri e Vaprio Zanoni

Giocando si coltiva l’animo: l’installazione lodigiana vince la “gara” di Orticolaria

Il Concorso internazionale di Cernobbio dedicato agli spazi creativi

È nato sulle rive dell’Adda, il progetto che nel Concorso internazionale spazi creativi compreso nella manifestazione Orticolario a Cernobbio ha vinto il Premio Speciale “Villa d’Este”. «Stile ed eleganza si fondono in una tradizione senza tempo»: questa la motivazione con la quale la giuria ha premiato l’installazione ideata da Furio Ferri, designer lodigiano di adozione, che nello splendido parco di Villa Erba (sede della “tre giorni” conclusa domenica) ha portato la filosofia ispiratrice dell’associazione Animun ludendo coles da lui fondata insieme all’artista Paola Maestroni.

“Giocando si coltiva l’animo”, recita il motto del sodalizio nato nel 1995 con la finalità di inserire negli spazi pubblici aree di gioco che diventano brani di arredo urbano: creazioni come opere d’arte, spesso scolpite nella pietra per resistere al trascorrere del tempo, che del passato recuperano tradizioni legate ai giorni dell’infanzia e al gioco, inteso come occasione privilegiata di crescita.

Nelle loro opere rivivono l’antico gioco della “campana” o la pista delle biglie. In costruzioni che attraverso l’uso sapente dei materiali diventano arte. O ancora un’orchestra della natura con il “litofono” di pietre sonore tagliate e accordate: per liberarsi dall’anestesia tecnologica, e ritrovare la capacità di meravigliarsi.

Il progetto lodigiano, realizzato con il concorso di Vaprio Zanoni di “Green Design” di Casalpusterlengo, e con interventi di Daniele Delfino e Roberto Zanello, si è imposto come risposta al dilagare ossessivo del mondo virtuale: nello spazio tra fiori, essenze ed erbe aromatiche a due passi dal lago, ai giochi al computer si contrappongono quelli reali. E il messaggio è affidato al dialogo tra elementi simbolici, sapienza artistico-artigianale e interpretazione del contesto paesaggistico, per far riscoprire il piacere del vissuto nell’ambiente naturale.

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