Fotografia Etica, Lodi suona la “nona sinfonia”
Pubblico a una delle edizioni passate del Festival della Fotografia Etica

Fotografia Etica, Lodi suona la “nona sinfonia”

Scalda i motori l’edizione 2018 del Festival che in ottobre promette tanti grandi reportage

Tanti spazi, «ognuno con la sua identità». E 25 mostre, per fare, o meglio confermare Lodi quale nuova capitale della “scrittura con la luce”. Sono ormai in fase di rifinitura i dettagli per il nuovo Festival della Fotografia Etica, la rassegna in scena dal 6 al 28 ottobre prossimi che ha ormai assunto una dimensione internazionale: la nona edizione intende «alzare il già notevole livello qualitativo del programma espositivo», come affermano Alberto Prina e Aldo Mendichi, gli organizzatori del Festival insieme al Gruppo Fotografico Progetto Immagine, annunciando un programma davvero ricco di suggestioni e di grandi fotoreportage.

Il Festival sarà diviso nelle sezioni “No profit”, “Spazio tematico”, “Uno sguardo sul mondo”, “Spazio approfondimento”, “Premio Voglino”, “World Report Award” e “Corporate for Festival”. A Lodi sono attesi diversi fotografi di fama internazionale. La sezione “Uno sguardo sul mondo”, in cui il Festival andrà a immergersi in alcuni scenari sociali e umanitari particolarmente sensibili, ospiterà, tra gli altri, un omaggio al fotografo francese Shah Marai, corrispondente di France Press (con cui è organizzata la mostra) ucciso in un attentato a Kabul lo scorso 30 aprile. Saranno inoltre esposti reportage di Filippo Venturi (“Analogie e differenze tra le due Coree”) e Olivier Laban-Mattei (“La guerra civile dello Yemen”).

Alberto Prina

Nello “Spazio tematico” troveranno spazio alcuni lavori dedicati all’immonda pratica della tratta degli animali, come “Combattimenti illegali tra cani in Cina” di Wu Jingli, primo fotografo cinese presente al Festival lodigiano, e “Lavorazione di pelli e tessuti animali per l’industria della moda” di Paolo Marchetti. Tra le sezioni più attese spicca quella incentrata sulle organizzazioni non governative di tutto il mondo, impegnate nel sociale, che avranno la possibilità di raccontare con il mezzo della fotografia le proprie esperienze sul campo. All’interno di questo confluiranno, tangenzialmente, i 3 reportage della sezione No Profit del World Report Award 2018, premio che in questa edizione ha ricevuto ben 900 candidature da fotografi di 50 nazionalità differenti, in rappresentanza di tutti i continenti, e che ha premiato gli enti Care Harbor con il reportage “Caring For The Invisible Of Los Angeles”, Avsi Foundation con il reportage “Mwavita – Born In A Time Of War” e il Water Grabbing Observatory con “And I Will Make The Rivers Dry”.

A proposito del World Report Award 2018,nella sezione Master ha primeggiato Paula Bronstein con il reportage “Stateless, Stranded And Unwanted: The Rohingya Crisis”; Tommaso Protti ha vinto invece la sezione Spotlighit con “Terra Vermelha”; nella sezione “Short Story”, si è imposto Camillo Pasquarelli con il reportage “The Valley Of Shadows”, mentre la sezione Student sarà rappresentata dalla giovane tedesca Nanna Heitmann con “Gone From The Window – The End Of An Era”. I tre vincitori della categoria “Single shot” sono infine Laurence Geai, Giles Clarke e Bente Marei Stachowske;

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