«Storia e libri, meravigliose ossessioni»
Franco Forte

«Storia e libri, meravigliose ossessioni»

Incontro con il lodigiano Franco Forte, scrittore, direttore editoriale e nostro collaboratore

Inizia con una vivace “chiacchierata” con lo scrittore e editore lodigiano Franco Forte la nuova rubrica che allieterà l’estate dei lettori del Cittadino e che abbiamo intitolato “Interviste a bruciapelo”. L’autore è Andrea Soffiantini, che “tormenterà” alcuni protagonisti del mondo culturale lodigiano nella forma , per l’appunto, di interviste irrituali e poco attente al protocollo. Adatte a essere lette anche sotto l’ombrellone.
L’appuntamento in edicola, per i mesi di luglio e agosto, è fissato il martedì. Non mancate.
Di seguito alcuni stralci della prima chiacchierata. Forte, ha sentito? In Italia negli ultimi sei anni si sono persi 3,5 milioni di lettori...

«Chi lo dice?».

L’Istat.

«Se è così vene da strapparsi i capelli. Mi risulta però che negli ultimi tempi la produzione libraria sia in leggera crescita».

Sì, ma sarebbero circa 30 milioni gli italiani alfabetizzati che non leggono nemmeno un libro all’anno...

«In Italia il pubblico che legge libri è uno zoccolo abbastanza duro, difficile espanderlo. Tanto più oggi, con una larga fetta della popolazione attaccata ai social. È una questione culturale, non solo editoriale. C’è da chiedersi cosa accadrà fra dieci o quindici anni».

La politica non sembra molto interessata alla questione culturale...

«È vero, questo Paese ha sempre fatto poco per la cultura. Eppure è grazie alla cultura che s’impara a ragionare e si sviluppa benessere. Chi nel passato diceva che con la cultura non si mangia sbagliava in maniera colossale. L’auspicio è che su questo tema vi sia in futuro un tentativo di mettere mano a un progetto ad ampio raggio».

Lei quanti libri legge in un anno?

«Centinaia e di tutti i generi, italiani e internazionali. Ne leggo anche quattro o cinque contemporaneamente. Ma lo faccio per lavoro, ho l’esigenza di farlo, non sono un punto di riferimento che possa valere per gli altri».

Si ricorda il primo che ha letto?

«Sì, Ventimila leghe sotto i mari. Avrò avuto nove o dieci anni».

Senta, quanti manoscritti riceve in un anno?

«Tantissimi, ma su cento ce n’è forse uno che potrà essere pubblicato. La stragrande maggioranza è illeggibile».

Dunque è vero, in Italia sono più gli aspiranti scrittori che i lettori...

«Sì, ma sono aspiranti scrittori che leggono pochissimo. C’è chi dice: io non leggo perché non voglio essere influenzato da altri. Una sciocchezza colossale, se non hai passione per la lettura non puoi avere capacità per la scrittura».

Lei è anche direttore editoriale della collana “Il giallo Mondadori”. Immagini che sia possibile: a cena con Maigret o Poirot?

«Bella domanda, mi faccia pensare».

Allora?

«Con Maigret, se penso a lui mi vengono in mente il cibo e il buon vino. Con Poirot non sai mai cosa può capitarti».

Con Hitchcock o Chabrol?

«Qui non ho dubbi: Hitchcock, un genio assoluto».

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