Le “anatomie della Passione”: Sartorio e i linguaggi dell’arte
Un autoritratto di Sartorio

Le “anatomie della Passione”: Sartorio e i linguaggi dell’arte

Si inaugura sabato l’esposizione all’ex chiesa dell’Angelo a Lodi

Il cinema italiano dei primi kolossal agli inizi del ’900, la Grande guerra, la fotografia che consolida le sue potenzialità e l’opera letteraria immersa nel dominante clima dannunziano. È lo sfondo sul quale si apre la mostra “Christus. Le anatomie della Passione di Giulio Aristide Sartorio”, in scena dalle 17 di sabato alla ex chiesa dell’Angelo di Lodi. Alla temperie storico-culturale che ne caratterizza il tempo si intrecciano le immagini riunite dalla storica dell’arte Patrizia Foglia, curatrice della rassegna che si avvale del supporto organizzativo dell’Associazione Monsignor Quartieri.

Era il 1914 quando il romano Sartorio (1860-1932) avviò la realizzazione delle 59 stampe illustrative della vita di Cristo. Prima di partire per il fronte, pittore-soldato che oltre all’incisione già indagava il linguaggio della fotografia e guardava al cinema come protagonista di una nuova era dell’arte, cominciò a lavorare al ciclo, la cui genesi si lega alla realizzazione del film Christus, prodotto dalla casa cinematografica romana Cines; presentato in prima mondiale a Roma nel 1916 e poi protagonista di uno strepitoso successo internazionale, si fece interprete, negli anni del conflitto, di quei valori di fede e umanità che vengono ora riproposti dalla mostra.

Leggi l’approfondimento sull’Edizione de Il Cittadino in edicola sabato 10

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti ( 0 ) Regolamento Commenti: Prima di commentare gli utenti sono tenuti a leggere il regolamento del sito . I commenti che verranno ritenuti offensivi o razzisti non verranno pubblicati e saranno cancellati.