Milani, lezione da favola: «I miei libri? Per i giovani»
Sopra Mino Milani con gli alunni del Cazzulani

Mino Milani: una lezione-racconto agli alunni del Cazzulani

Studenti letteralmente conquistati dallo scrittore ospite fra i banchi in viale Dante a Lodi

Quando lo scrittore Mino Milani ha raccontato di Sibilla, la sua gatta, improvvisamente i ragazzi hanno capito in cosa consiste il talento del vero scrittore. La descrizione della micia nera, con i suoi occhi gialli, e del dialogo tra lei e il padrone, diventa già una favola attraverso le parole di un uomo che ha fatto della scrittura, soprattutto di libri per ragazzi, la propria vita. «Non voglio dare messaggi, voglio raccontare avventure, affascinare i giovani. Gli adulti non capiscono un tubo, hanno un sacco di libri bellissimi e non li leggono, mentre i ragazzi capiscono, e sono sinceri» ha detto l’autore novantenne agli studenti della scuola media Cazzulani, che giovedì a Lodi hanno avuto il piacere di ascoltarlo e “intervistarlo” non solo sul suo ultimo romanzo, “Ulisse racconta”, ma in generale sulle sue passioni, sulla sua avventura, sul mondo e sulla vita.

Mino Milani al Cazzulani

I ragazzi l’hanno sommerso di domande: quando scrive, come scrive, perché scrive, quali i suoi libri preferiti e l’animo con cui ha affrontato la guerra mondiale. Ne ha viste tante Milani, che ha vissuto da adolescente la fine della guerra, che è stato giornalista e ha continuato a scrivere per tutti i giorni della sua vita fino a oggi.

Per Milani è «inutile andare ai corsi di scrittura: a scrivere si impara leggendo». E ancora oggi l’unico grande consiglio che dà ai ragazzi è quello di leggere: «Il mondo in cui vivrete si divide in una gran parte di persone che non leggono, e una minoranza che legge. I secondi non sono più intelligenti, sono solo più curiosi. Decidete voi da che parte stare».

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