La malattia di Lucio a caccia di verità nella valle dei rancori e degli intrighi

La brillante opera d’esordio di Tiziana D’Oppido

In Val di Brodima, nei due paesi identici di Scampolo e Pescincanna, ci sono rispettivamente la fabbrica di fuochi d’artificio di Arsenio Pantone e l’azienda di Gildo Blumenthal, che alleva e trasforma quaglie nei modi più bizzarri, ma tra i due sussiste un’inimicizia di vecchia data.

Lucio, figlio di Gildo, è affetto da una strana malattia: quando qualcuno dice una bugia la sua pelle reagisce con un eczema; e, lasciato da tempo il paese, svolge l’insolito lavoro di narratore di verità, aiutando le persone a confessare ciò che nascondono. Proprio il padre, che non vede da vent’anni e con cui non è mai andato d’accordo, lo richiama per affidargli l’incarico di parlare con Sara, a cui crede di aver fatto un grave torto.

Lucio, destreggiandosi tra bugie e false apparenze, è costretto a immergersi nei misteri e negli intrighi della valle e dei suoi bizzarri abitanti, svelando così i segreti che riguardano le losche attività delle due fabbriche, gli amori e i rancori dei vari personaggi, la misteriosa paternità della bambina di Sara e persino verità che riguardano lui stesso. Con uno stile originale e brillante, Tiziana D’Oppido nel suo romanzo d’esordio affronta, dietro un’apparente leggerezza, temi impegnativi quali il rapporto tra genitori e figli o la salvaguardia dell’ambiente, accompagnando il lettore, attraverso un susseguirsi di colpi di scena, fino al sorprendente finale.
Vincenza Formica

Tiziana D’Oppido

Il narratore di verità

LiberAri, Bari 2017, pp. 334, € 13.50

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