Coltivare la Memoria, antidoto contro l’odio
Il pubblico all’evento sulla Memoria alla Bipielle Arte

Coltivare la Memoria, antidoto contro l’odio

Anche Lodi sabato ha celebrato la giornata in ricordo della Shoah con alcuni toccanti appuntamenti e testimonianze

Coltivare la memoria? Un «prezioso vaccino contro l’indifferenza». Le parole di Liliana Segre, ex deportata ad Auschwitz e neo senatrice a vita, hanno risuonato forti sabato allo Spazio Bipielle Arte in occasione di uno degli eventi organizzati a Lodi nella giornata dedicata al ricordo della Shoah. Promosso dall’associazione Don Quartieri in collaborazione con l’Ilsreco e l’Anpi del Lodigiano, l’evento è stato coordinato dallo storico Ercole Ongaro e da Isa Ottobelli attorno al tema degli internati militari, quei seicentocinquantamila soldati che, catturati e deportati dai nazisti dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, rifiutarono la possibilità di tornare liberi in cambio dell’adesione alle SS o alla Repubblica di Salò. Con una testimonianza straordinaria: quella di Mario D’Angelo, classe 1919 e una straordinaria lucidità di pensiero e di spirito.

Mario D’Angelo

D’Angelo ha narrato la drammatica esperienza della permanenza nel campo di Dora, dove i tedeschi costruivano armi segrete e dovei prigionieri erano costretti a i turni massacranti di lavoro, vessati e malnutriti. Un incubo dal quale è sopravvissuto perché «In fondo a quel tunnel oscuro vedevo un chiaro, e ho fatto tutto quello che potevo per raggiungere questo chiaro», stringendo i denti e donandosi agli altri, anche cedendo un pezzo di pane a un compagno di sventura.

Un altro evento significativo in onore del Giorno della Memoria ha invece avuto luogo al Caffè delle Arti, all’interno del circolo Archinti, in una serata organizzata dall’associazione Teatro urlo e il comitato Antifa. Paolo Finzi, redattore della rivista anarchica “A”, ha parlato di un altro eccidio, del quale oggi si parla ancora troppo poco: quello dei sinti e dei rom, vittime di quel Porajmos, letteralmente “annientamento”, culminata sempre con la tragedia della Seconda Guerra Mondiale.

Finzi al Caffè delle Arti

Avvalendosi di video interviste ai testimoni diretti del massacro (che all’epoca dei tragici fatti erano soltanto bambini), Finzi ha raccontato gli orrori del campo di concentramento di Auschwitz Birkenau. Si calcola che circa 500mila zingari morirono per mano dei nazisti. Una persecuzione la loro che attraversa i secoli, da quando intorno all’anno 1000 migrarono verso l’Occidente. Un altro orrore da non dimenticare.

Il pubblico nel locale di viale Pavia

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