Venezia porta Curti in “alta quota”
Pierpaolo Curti e una sua opera

Venezia porta Curti in “alta quota”

La Galleria Rizzo ospiterà dal 13 gennaio la nuova personale del bomber pittore lodigiano

Fabio Ravera

Lodi

Un viaggio introspettivo ad alta quota. Tra assenze e vuoti che obbligano il “camminatore” a mettersi alla prova e a trovare un suo equilibrio. A partire dal 13 gennaio, la prestigiosa Galleria Michela Rizzo, un ex birrificio di 800 metri quadrati sito sull’Isola della Giudecca a Venezia, ospiterà Path 21, la nuova e suggestiva mostra firmata da Pierpaolo Curti, uno degli artisti lodigiani più quotati in ambito nazionale. L’ex calciatore e allenatore del Cavenago Fanfulla presenterà in laguna tredici tele di ampie dimensioni, introdotte da una videoinstallazione, Gymkhana, una doppia ripresa al rallentatore dell’artista in montagna a 3000 metri e dell’itinerario affrontato, e da un wall painting di ben dodici metri per tre che rappresenta una grande costellazione.

Nel percorso, il visitatore si troverà di fronte a ponti senza parapetto, vette che incutono timore, pioli impraticabili: tutti elementi che compongono il sentiero, il Path del titolo, e che a loro volta costituiscono le metafore del viaggio che ciascuno compie nella propria vita. «Path 21 è un percorso inesistente, ma probabile. In alta quota si è obbligati a confrontarsi con se stessi – spiega Curti presentando il nuovo percorso -. E ci si trova da soli ad affrontare le difficoltà. Tutto ciò però favorisce anche l’introspezione». D’altronde «tutte le opere in mostra sono segnate dalle suggestioni esistenziali provocate dalla camminata, dalla paura, dal coraggio, dalle intuizioni, dall’adrenalina, dalla forza – scrive Angela Madesani nel catalogo che accompagna l’esposizione veneziana dell’artista lodigiano -. Il corpo, nella sua totalità, passa da una dimensione all’altra, insieme al pensiero. Il tutto in una dimensione che si pone aldilà di qualsivoglia relativismo, per giungere alla verità, la sua, quella del circostante, dell’uomo, della natura, della poesia del tutto in cui il cerchio ogni volta si chiude ».

L’atmosfera dell’esposizione di Pierpaolo Curti rimanda a scenari cinematografici: dominano i colori freddi, i dipinti ruotano attorno ai concetti di assenza e di vuoto che portano lo spettatore in una dimensione differente dal reale percepito. «La maggior parte delle opere sono nuove – continua il “bomber pittore” – e riprendono i temi centrali della mia produzione. È un viaggio metaforico: l’alta quota permette anche all’anima di elevarsi e di meditare sul senso della vita, tra paure e difficoltà, ma anche tra bellezze e desideri». La mostra Path 21 alla Galleria Michela Rizzo verrà inaugurata sabato 13 gennaio a mezzogiorno e resterà aperta al pubblico fino al 25 febbraio.

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