Pesca nella Muzza con gli storditori e barche che scompaiono sull’Adda
L’Adda in zona Due Acque dove sono stati segnalati sabato i bracconieri

Bracconieri scatenati tra Lodi e Montanaso

Pesca illegale con gli storditori elettrici sul canale Belgiardino, segnalati anche furti di barche lungo l’Adda

Carlo Catena

«Gli episodi di bracconaggio sono ripresi impetuosi in quest’ultima settimana in provincia di Lodi»: a segnalarlo anche attraverso il proprio profilo social è un appassionato di fiumi e di pesca, Andrea Costa, che racconta di aver chiamato il “112” sabato pomeriggio per aver notato «un episodio di bracconaggio ittico sulle rive dell’Adda e lungo il canale Belgiardino, nel tratto a valle della provinciale che passa da Arcagna. Lungo l’asta del canale erano presenti delle vedette, mentre tre persone, a prima vista dell’Est europeo, si dirigevano sulla strada che costeggia il canale con un elettrostorditore, usato per stordire o uccidere i pesci, prelevandoli dalle acque.... si verificano furti di barche, anche in proprietà privata, di fuoribordo, di furgoni. C’è evidentemente un’associazione criminale che guadagna rivendendo i pesci pescati illegalmente dalle nostre acque».

Negli anni passati le forze dell’ordine erano state impegnate a più riprese per contrastare la pesca di frodo attuata su scala commerciale lungo il Po, ma questa segnalazione indica che il problema è radicato anche sull’Adda.

«Il bracconaggio non è una novità e non mi risulta che negli ultimi giorni ci sia stata una recrudescenza - spiega Giancarlo Magli, presidenrte dell’Associazione lodigiana pescatori dilettanti di Lodi -. È anche vero che a me personalmente avevano rubato ben tre motori dalle barche, e infatti da tempo non c’è più nessuno che lascia i motori in acqua. Con la complicazione che per montarli bisogna essere in due e bisogna organizzarsi anche con un carrellino. Tra i 55 nostri iscritti che pagano il posto barca all’Aipo, quest’anno già tre mi hanno detto che non pagano più perché si sono ritrovati la catena di attracco tagliata, e ovviamente la barca non c’era più. I bracconieri prendono queste barche per fare i loro comodi e poi le abbandonano alla corrente. Impossibile pensare che riescano a portarsele via, dati peso e dimensioni. qualche volta era persino capitato che qualcuno si ritrovasse la barca ancora al suo posto, ma con la catena che era stata tagliata e poi legata. Probabilmente un “bracconiere gentiluomo” che aveva usato l’imbarcazione e l’aveva poi riportata al suo posto. Il fatto vero è che c’è sempre meno gente che pesca nell’Adda, c’è quindi meno controllo. Ma io credo che alla fine anche questi moderni bracconieri lo facciano perché devono mangiare anche loro e non credo che il fenomeno abbia ancora raggiunto dimensioni preoccupanti, almeno nell’Adda. Tra l’altro mi risulta che molti sospetti bracconieri abbiano pure il tesserino per andare a pesca».

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