Due esposti in Procura per i morti di Mediglia

Due esposti in Procura per i morti in casa di riposo di Mediglia

Intanto a Lodi resta ancora aperta l’indagine su Codogno

Carlo Catena

Alla procura della Repubblica di Lodi risultano arrivati due esposti per chiedere di accertare eventuali responsabilità penali per decessi della casa di riposo di Mediglia. L’inchiesta destinata ad aprirsi si affiancherà quindi a quella di cui si era già avuta notizia luce nella prima settimana dopo la scoperta del “paziente 1” all’ospedale di Codogno, dove si era voluto fare il tampone per il covid 19 su un 38enne con polmonite interstiziale dopo che sua moglie aveva ricordato a una dottoressa che il marito aveva cenato con un emiliano che il mese prima era stato in Cina. A seguito di un esposto del sindacato Usb, il Procuratore Domenico Chiaro aveva mandato i carabinieri del nucleo antisofisticazioni di Cremona a effettuare sopralluoghi e acquisire documentazione, un blitz a seguito del quale i vertici dell’Asst lodigiana avevano pubblicamente ripercorso e difeso il loro operato.

Al centro di quell’inchiesta, il rispetto dei protocolli e dei criteri di igiene per evitare contagi di provenienza ospedaliera. Ma il Procuratore appare molto cauto: «Non sono certo le giornate per mandare personale a rischiare la vita in attività di acquisizione documentale che si possono rinviare, e alla fine le ipotesi investigative su quanto accaduto a Codogno potrebbero anche rivelarsi superate».

Nelle scorse ore invece la procura della Repubblica di Bergamo risulta aver avviato un’indagine per epidemia colposa sull’ospedale di Alzano Lombardo che era rimasto chiuso due ore dopo la scoperta di un anziano positivo al covid-19, il 23 febbraio, e quindi riaperto «dopo una sanificazione del pronto soccorso», ha chiarito Regione Lombardia. A Bergamo si ipotizza anche la creazione di un pool di pubblici ministero per valutare gli esposti dei parenti di chi è morto. Un’offensiva giudiziaria che però al momento a Lodi non è partita e forse non è neppure all’orizzonte. «La priorità, adesso, è uscire dall’epidemia. Poi arriverà anche il tempo di esaminare quanto accaduto», conclude il Procuratore. 

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