Poste italiane, servizi ridotti: chiuso l’ufficio di viale Italia
L’ufficio postale di viale Italia a Lodi chiuso in questa fase di emergenza

Poste italiane, a Lodi servizi ridotti: chiuso l’ufficio di viale Italia

Cgil: «Attività ancora a singhiozzo per carenza di personale in fase di emergenza»

Matteo Brunello

Resta chiuso lo sportello di viale Italia. Poste italiane in questa fase di emergenza riduce i servizi, a seguito di un piano di razionalizzazione. Nel capoluogo funziona così a giorni alterni l’ufficio di via Lodivecchio alle Fanfani, mentre sono aperti sei giorni su sei sia via Fascetti che via Volturno.

È quanto comunicato ieri dall’azienda, che in questa fase di emergenza sanitaria ha deciso di garantire il servizio a giorni alterni, su buona parte della provincia, salvo alcuni casi come nel capoluogo. «Gli uffici vanno avanti ancora a singhiozzo, perché c’è una forte carenza di personale nel territorio. Tra congedi parentali per la cura dei bimbi, leggi 104 e i colleghi in malattia arriviamo a una cinquantina di assenze – informa Benedetto Matteucci, sindacalista Cgil e rsu alle Poste – e in questa situazione si andrà avanti presumibilmente fino al 14 aprile sui 56 uffici postali del territorio». Si registra però anche qualche segnale di speranza. Dopo la tragica morte di Roberto Rossi, vice direttore dello sportello di San Colombano e contagiato dal Covid 19, in collina è stato riaperto l’ufficio.

«Questo è davvero motivo di speranza, sono anche rientrati in servizio i colleghi di quel servizio – aggiunge Matteucci – ora abbiamo chiesto all’azienda il rispetto di un protocollo di sicurezza, che è stato siglato a livello nazionale con le parti sociale. Ecco questo modello prevede misure stringenti, tra cui divisori in tutti gli uffici con barriere plexiglas, guanti, gel igienizzante e mascherine di protezione per gli addetti. In più sono stati fatte delle operazioni di sanificazione dei locali. E siamo già al secondo giro di pulizie speciali».

Per tanti impiegati degli sportelli rimane forte però il terrore del virus. «C’è una sensazione di paura diffusa per chi va al lavoro, un approccio preoccupante a questa situazione – riferisce il sindacalista Cgil – il personale è limitato e peraltro non si possono fare nemmeno distacchi, perché è necessario limitare gli spostamenti dei lavoratori. Resta quindi una condizione non facile, con tanti uffici che vengono garantiti a giorni alterni e a seconda della disponibilità degli effettivi in una fase decisamente complicata».

L’invito che è arrivato da Poste italiane è stato quello di recarsi negli uffici territoriali esclusivamente per operazioni essenziali e indifferibili, e dove possibile le pensioni sono state anche accreditate su carte di credito e conti postali.

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