Bertolaso studia “Lodi” per l’ospedale in fiera, ma la guida resta a Milano
Il primario del pronto soccorso di Lodi Stefano Paglia

Bertolaso studia “Lodi” per l’ospedale in fiera, al Maggiore due posti liberi in rianimazione

Al dottor Stefano Paglia chiesto in via informale di gestire il nuovo maxi presidio di Milano

Cristina Vercellone

Paglia primario dell’ospedale in fiera a Milano? Una richiesta avanzata, ma soltanto in via informale, da Guido Bertolaso al primario del pronto soccorso di Lodi Stefano Paglia e che lui però ha rifiutato.

Lodi esempio per la fiera

Bertolaso, nei giorni scorsi, è venuto a Lodi per visitare l’ospedale Maggiore e capire come è stato organizzato per far fronte all’emergenza coronavirus. Il consulente nominato dal governatore Attilio Fontana per rispondere alla pandemia in atto, ha studiato l’organizzazione lodigiana, per poterla applicare in fiera. Il pronto soccorso di Lodi è stato il primo pronto soccorso d’Italia ad occuparsi della pandemia da Covid -19. Nel frattempo, Bertolaso, ha chiesto all’ospedale di Lodi di gestire il maxi presidio in fiera, a Milano.

La città di Milano però, attualmente, è coinvolta, dal punto di vista del lavoro, con una percentuale molto bassa rispetto all’impegno in campo a Lodi. Nonostante le riduzioni di accessi, dal 13 marzo in poi, i pazienti presenti comunque in pronto soccorso, sono molti. Nessun pronto soccorso milanese ha lo stesso numero di accessi. Mercoledì mattina, per esempio, le persone presenti in pronto soccorso a Lodi erano 60 (120 nei primi giorni dell’epidemia), 26 persone con la cpap, 2 pazienti intubati. Il responsabile del dipartimento di emergenza urgenza Enrico Storti e del dipartimento chirurgico Pietro Bisagni hanno promesso di dare una mano, ma al momento il lavoro a Lodi è ancora eccessivo per potersi impegnare anche sul fronte milanese.

Ieri, a dirigere il progetto milanese è stato nominato Nino Stocchetti, professore ordinario di anestesia e rianimazione all’Università degli studi di Milano e dirigente della terapia intensiva neuroscienze dell’ospedale Maggiore di Milano. Insieme a lui anche il coordinatore delle terapie intensive nella unità di crisi in regione Lombardia Antonio Pesenti.

I numeri sono calati ancora

Ieri sera, in pronto soccorso, a Lodi, c’erano 16 persone in codice rosso, che restano comunque di più rispetto alla normalità (4 o 5 in contemporanea) , ma non sono i 50 di due settimane fa. I pazienti Covid positivi, all’inizio della pandemia, erano circa 120 al giorno. Nelle ultime due settimane sono scesi tra i 70 e gli 80 e adesso i numeri sono più o meno stabili, attorno ai 20 nuovi pazienti positivi al giorno. Dall’inizio della pandemia all’ospedale di Lodi sono arrivati circa 1000 pazienti contagiati dal virus. Scende finalmente anche la pressione sui 25 letti della terapia intensiva sono sempre pieni, ieri ad un certo punto ce n’erano due liberi.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti ( 0 ) Regolamento Commenti: Prima di commentare gli utenti sono tenuti a leggere il regolamento del sito . I commenti che verranno ritenuti offensivi o razzisti non verranno pubblicati e saranno cancellati.