Accessi record all'ospedale: è il più “attivo” in Lombardia

Accessi record all'ospedale di Lodi: è il più “attivo” in tutta la Lombardia

Nessun Pronto soccorso in regione ha i numeri di quello del Maggiore

Cristina Vercellone

Il Pronto soccorso di Lodi resta sempre quello più in prima linea degli altri. Con un’organizzazione rodata ed efficiente. Se nei primissimi giorni dell’epidemia il servizio era preso d’assalto da malati che continuavano ad arrivare e l’ospedale non era ancora pronto a riceverli, ora la realtà è completamente cambiata. I malati continuano ad arrivare, ma i ricoveri sono più veloci e anche i trasferimenti negli altri ospedali da parte delle ambulanze.

Pronto soccorso, quantità ed efficienza

Qualche numero: martedì alle 22.30, in Pronto soccorso a Lodi c’erano 49 codici rossi, 21 codici gialli (solo 2 dei quali in attesa) e 15 codici verdi (4 dei quali in attesa), per un totale di 85 malati. Questo nonostante, in giornata, siano stati effettuati numerosi ricoveri e trasferimenti in altri presidi della Lombardia. Contemporaneamente, a Crema, i codici rossi erano solo 18 e i gialli 32, a Vizzolo 7 e 11, a San Donato 1 rosso e 6 gialli. Al San Matteo di Pavia c’erano 4 pazienti in codice rosso e 37 in giallo, al San Raffaele 6 e 18, al Sacco 12 rossi e 19 gialli, a Cremona un paziente in codice rosso e 10 in codice giallo, al Papa Giovanni di Bergamo 7 rossi e 20 gialli, a Brescia i rossi erano 5 e i gialli 27 e a Milano Niguarda 5 rossi e 8 gialli.

Nessun Pronto soccorso, in tutta la Lombardia, ha gli stessi numeri di quello di Lodi. Ieri, poco prima delle 13, i pazienti presenti a Lodi erano 90 (44 i rossi e 28 i gialli).

Croce Rossa, sempre di corsa

«Anche per quanto riguarda la nostra attività - spiega Lucia Fiorini, presidente del comitato di Lodi della Croce Rossa - non ci sono battute d’arresto. Abbiamo sempre 9 ambulanze impiegate. Sta cambiando la tipologia dei servizi. Trasportiamo i malati anche in altri ospedali, molto distanti da qua. La raccolta fondi sta andando avanti. Le spese si protraggono. Abbiamo dovuto aumentare la spesa mensile per la benzina. Da 3mila euro al mese, oggi, il budget ha superato i 10mila. La raccolta per la Croce Rossa (attualmente è arrivata a 20mila euro di contributi) è perciò ancora attiva. Per aderire basta collegarsi al sito delle Croce rossa, comitato di Lodi».

Il lavoro scientifico

Oltre a gestire l’alto afflusso di pazienti, il primario del Pronto soccorso Stefano Paglia e un gruppo di suoi colleghi hanno elaborato un documento pubblicato dalla Società di medicina d’emergenza urgenza (Simeu) “Come affrontare l’emergenza Covid -19. I decaloghi operativi del pronto soccorso. 10 cose da fare per medici e infermieri, 10 da non fare, 10 segnali positivi e altrettanti segnali d’allarme dai pazienti, 10 cose che non possono mancare o che non devono succedere”. «Le 10 bandiere rosse - commenta Salvatore Manca, presidente nazionale Simeu - sono le cose che non devono mancare assolutamente nelle nostre strutture o le situazioni che non devono verificarsi. Ma sempre più spesso negli ultimi giorni medici e infermieri dell’emergenza stanno lavorando accanto ai malati in carenza di presidi di protezione sanitaria. Se cadono medici e infermieri dell’emergenza crolla uno dei principali filtri per contenere il contagio».

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