Erbolario produce gel igienizzante e lo regala a ospedali e Croce rossa
Il fondatore e guida dell’azienda Erbolario Franco Bergamaschi

Erbolario produce gel igienizzante e lo regala a ospedali e Croce rossa

L’azienda lodigiana si rimette in moto per l’emergenza, già consegnati 38mila flaconi

Matteo Brunello

Una fornitura di 38mila flaconi di igienizzanti per le mani, una soluzione a base alcolica per difendersi dal coronavirus. Di fronte al dilagare dei contagi, Erbolario ha deciso di dare un contributo concreto. Dopo aver chiuso i negozi del marchio lodigiano e fermato la produzione, l’azienda si è comunque rimessa in moto per il confezionamento di un prodotto già usato per combattere la temuta Sars.

I contenitori, che si possono conservare nelle tasca, sono già stati donati ad alcune strutture sanitarie: all’ospedale Maggiore di Lodi, alla Croce rossa di Lodi, all’ospedale Sacco di Milano e al Niguarda sempre a Milano. «Sin dallo scoppiare dell’emergenza abbiamo chiuso per scelta nostra 180 negozi in Italia con insegna Erbolario e sono state fermate le attività produttive – informa Franco Bergamaschi, fondatore con la moglie Daniela Villa di una azienda che è diventata regina della fitocosmesi e della bellezza nel mondo – abbiamo calcolato che se ogni esercizio stacca circa 55 scontrini al giorno significa 10mila contatti quotidiani, con il rischio di trasmissione del virus. Per questo abbiamo optato per una via precauzionale di chiusura di tutto, prima che arrivassero i provvedimenti».

Nello stesso tempo, in virtù di un impegno a favore del territorio mai venuto meno, Erbolario non poteva stare a guardare l’epidemia diffondersi. E in questa battaglia mette in campo le sue forze: i segreti della fitocosmesi. «Abbiamo riaperto per tre giorni l’attività e su base volontaria sono venuti oltre 20 addetti che hanno fatto il confezionamento di un gel igienizzante per le mani – aggiunge Bergamaschi – che per ora è stato consegnato ad alcune realtà sanitarie, abbiamo però contatti con altre strutture e vorremmo continuare in questa opera con altri 28mila flaconi da poter consegnare». Nella catena di aiuto ci sono già altri ospedali e “Medici senza frontiere”.

Un messaggio per il personale impegnato è stato rivolto dalla famiglia Bergamaschi: «Le scrivo queste due righe per dirle grazie. Grazie perché ha voluto contribuire in prima persona a un gesto che riteniamo nobile e doveroso nei confronti della nostra comunità. Dal canto nostro, sappiamo di averla fatta lavorare in condizioni di estrema sicurezza, col beneplacito del comitato gestione dell’emergenza interno all’azienda, che include il nostro medico di fabbrica, di cui nutriamo profonda stima».

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