CORONAVIRUS Si è spento Giacomo Destefani, ha comandato per 15 anni la stazione Centrale
Giacomo Destefani nel 1990

CORONAVIRUS Si è spento Giacomo Destefani, ha comandato per 15 anni la stazione Centrale

Presidente della Poiani, consigliere comunale, corista dell’Alben, scrittore e Cavaliere del lavoro: “Se ne va un pezzo di storia di Lodi e dell’Italia”

Lodi

Il 28 maggio del 1960 era a Ortisei, a fischiare all’ultima corsa del trenino della Val Gardena, da coadiutore alla stazione. Nell’aprile del 1990 era a direttore movimento della stazione di Milano Centrale a dare il via a uno dei primi Pendolini Etr 450. Dalle 8 del mattino alle 20, e con il cellulare che da quando l’hanno inventato lui l’ha dovuto tenere sempre acceso, Giacomo Destefani doveva sapere tutto dei treni che sarebbero arrivati o che erano partiti dalla stazione più importante d’Italia. Chi scrive ebbe il privilegio di intervistarlo nel suo ufficio in Centrale, davanti al binario 4, dove a fianco degli arredi anni Trenta c’era il sistema elettronico con le linee di quasi tutta l’Italia e di un pezzo d’Europa. Era nato l’11 novembre del 1940 a Redondesco, nel Mantovano, paese cui ha anche dedicato un libro. Neoassunto 18enne nelle Ferrovie dello Stato fu mandato in Alto Adige. “Di italiani c’eravamo sono noi ferrovieri, e i carabinieri”, amava ricordare. Sui monti trovò l’amata moglie, scampò per una coincidenza alla tragedia del Vajont. Poi fu trasferito a lavorare a Milano, e ha abitato a lungo nella stazione di Lodi. Dal dicembre 1989 al giugno 1995 è stato responsabile della Centrale di Milano, è andato in pensione nel 2004 da capo compartimento Lombardia, con 46 anni di anzianità, e ha avuto i titoli di cavaliere della Repubblica e maestro del lavoro.

Consigliere comunale a Lodi negli anni ’80, presidente della Dlf Poiani fino a pochi anni fa, e tuttora revisore dei conti, lascia due figli, Paolo ed Elena, e i nipoti. Con Destefani Lodi, e non solo, perde un pezzo di storia, ha lasciato anche un libro incompiuto, riguardo proprio al trenino dal quale cominciò la sua carriera esemplare nelle Ferrovie e per le ferrovie. Anche lui vittima del virus, riposa al cimitero di S.Bernardo a Lodi. «Non abbiamo nemmeno potuto dirgli ciao Giacomo … - lo ricorda la famiglia - “Il Signore delle Cime” che ha cantato tante volte nel coro Monte Alben ora è per lui … ogni qual volta ritorneremo a Ortisei lo vedremo sui sentieri e sulle ferrate che ha insegnato ad amare anche agli adorati nipoti».

Destefani nel 1960

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