A San Colombano casi in forte aumento: colpiti diversi anziani giocatori di carte
L’Esercito e i carabinieri schierati a San Colombano

A San Colombano e Borghetto i focolai nei bar frequentati dagli anziani

Preoccupante l’aumento di contagi e di deceduti

Il suono delle sirene lacera il silenzio due, quattro, otto volte. San Colombano conosce l’angoscia che altri comuni, soprattutto quelli della Bassa, già hanno vissuto, e in modo anche drammatico. Ma cresce la preoccupazione in collina, di pari passo con l’escalation del numero dei contagi, 42 quelli ufficiali registrati ieri. Ma al computo mancano i ricoveri di sabato e di domenica, quando il passaggio delle ambulanze si è fatto più fitto. E intanto le morti in paese, certificate con coronavirus o molto sospette, sono già almeno una mezza dozzina. E la sensazione è che ancora il peggio debba arrivare: in paese fino a 15 giorni fa tantissima gente faticava a capire la situazione, e gli assembramenti erano continui. Molti i malati (e qualche deceduto) tra i gruppi di anziani giocatori di carte al bar. Negli ultimi giorni, la paura ha fatto quello che il buon senso non era riuscito a suggerire, cioè stare in casa. La paura e i controlli. Ai carabinieri si sono affiancati da sabato mattina i militari dell’esercito, in pattugliamento congiunto. E in osservanza delle nuove disposizioni, il divieto di fare attività sportiva all’aperto e di condurre gli animali fuori oltre un raggio di 200 metri dal proprio domicilio o comunque «in prossimità dell’abitazione», le denunce sono fioccate: una dozzina tra sabato e domenica primo pomeriggio. Tra gli altri è stato denunciato un runner che con nonchalance è passato proprio sotto il naso dei carabinieri dopo aver corso 7 chilometri lontano da casa, come testimoniato dall’app che aveva con sé, ma anche un uomo di Sant’Angelo in collina «per vedere un terreno da acquistare» secondo una ricostruzione fantasiosa e per nulla convincente, e infine un banino con cane al guinzaglio, che alla richiesta di quanto si fosse allontanato da casa (un chilometro abbondante), invece di chiedere scusa e girare i tacchi verso l’abitazione, con arroganza affermava «di non poter mica portarsi dietro un metro».Allo stesso modo preoccupa nel Centro Lodigiano la situazione di Borghetto, che ha superato i 50 contagi. Con 13 decessi, come comunicato dal sindaco Giovanna Gargioni. Nonostante lo sforzo iniziale di fine febbraio per il contenimento, il contagio si è allargato da due focolai ben individuati: alla casa di riposo e in un bar, ritrovo di anziani.

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