Decine di contagiati e 44 deceduti È allarme alla residenza Borromea
La residenza sanitaria assistenziale Borromea di Mombretto

Decine di contagiati e 44 deceduti. Il dramma della residenza Borromea a Mediglia

Il prefetto ha illustrato i dati sulla presenza del Covid19 nella struttura per anziani

Emiliano Cuti

Ben 44 decessi e 130 persone circa contagiate, tutti gli ospiti della residenza sanitaria assistenziale Borromea. È qui, nella struttura di Mombretto di Mediglia, che è stato individuato uno dei focolai di Covid-19. Lunedì è stato il sindaco Paolo Bianchi a chiedere chiarezza e a rivolgersi alla prefettura. «C’era una discrepanza evidente tra i dati che ci venivano forniti delle persone positive e in isolamento fiduciario, rispetto al numero di morti registrate dal nostro ufficio anagrafe - afferma -. L’ho fatto presente al prefetto e mercoledì ho ricevuto questa risposta, in cui si prendeva atto dei decessi verificatisi negli ultimi giorni, immediatamente comunicati ad Ats per l’aggiornamento del proprio database e per le valutazioni di competenza dal punto di vista sanitario».

Il prefetto di Milano Renato Saccone ha comunicato che, al 18 marzo, «stando all’ultimo aggiornamento dell’Ats, si sarebbero verificati 44 decessi alla Residenza Borromea, non tutti determinati dalle complicazioni da Covid-19». Per quanto riguarda la situazione all’interno della Rsa, «sono state attuate delle verifiche a campione con tamponi effettuati sia sul personale sanitario impiegato che sugli ospiti, da cui è emersa una diffusione significativa del contagio che ha portato a ritenere gli anziani presenti complessivamente affetti da Covid-19». «Conseguentemente - scrive il prefetto - la direzione sanitaria della residenza Borromea, su indicazione di Ats, ha adottato una riorganizzazione interna degli spazi, della collocazione degli ospiti e dello svolgimento delle attività per consentire il più efficace contenimento del contagio. Al contempo Ats ha segnalato alla direzione della Residenza Borromea l’importanza di evitare la diffusione del virus al di fuori della struttura e a tal fine, sia agli ospiti che al personale sanitario, sono stati dotati dei dispositivi di protezione individuale e sono state sospese le visite da parte dei famigliari ed esterni. Dette misure dovrebbero consentire di evitare che un contagio, in proporzioni parimenti significative, si estenda al territorio comunale».

A fronte della serietà della situazione, dovuta alla condizione di fragilità degli ospiti, la stessa Ats ha sollecitato la Rsa «a fornire informazioni quanto più dettagliate possibile ai famigliari, sia sulle decisioni organizzative che sui decessi». Informazioni che sono cominciate a circolare, grazie a una prima lettera inviata ai famigliari, dove erano indicate le misure intraprese e fornite indicazioni generali circa la diffusione del virus.

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