Un maestro di vita per tanti studenti, Codogno piange la scomparsa di Tinelli
Enzo Tinelli

Ha lottato fino all’ultima meta, Codogno piange la scomparsa di Enzo Tinelli

La sua morte ha sconvolto la città, nella quale ha insegnato per moltissimi anni all’istituto agrario. Fu tra i fondatori del Rugby Codogno

Laura Gozzini

Per generazioni di studenti del Tosi era e resterà un “maestro di vita”. Visionario, irrequieto, uomo di forti passioni, Enzo Tinelli era il docente che tutti vorremmo, un po’ allenatore un po’ papà, in classe come nella vita.

La notizia della sua morte, avvenuta ieri all’ospedale San Matteo di Pavia, si è abbattuta come una doccia gelida su Codogno, dove ha insegnato per moltissimi anni all’istituto agrario ed è tra i fondatori della società di rugby. Da fine febbraio era ricoverato a Pavia per il Covid-19, una battaglia che ha combattuto fino alla fine con la tenacia dello sportivo qual era, gentiluomo e guerriero fino all’ultima meta. «Enzo è stato uno dei cofondatori della società cinquant’anni fa, una colonna portante – ricorda il vicepresidente Vapro Zanoni -. Nel Lodigiano ha rappresentato la nascita e la crescita di questo sport e ha sempre avuto il Rugby Codogno nel cuore. Pur essendo in pensione gestiva una palestra e da un anno a questa parte lo avevo coinvolto in un progetto per promuovere il rugby nelle scuole. Aveva già presieduto delle lezioni con due veterani all’Ambrosoli e all’Itas e avrebbe dovuto iniziare anche al Cesaris, ma con l’interruzione delle scuole per il Covid-19 si è bloccato tutto. Una ventina di giorni fa gli avevo scritto un messaggio mentre era in ospedale e mi aveva detto che non sapeva quando sarebbe uscito. Al secondo messaggio non mi ha più risposto. Poi oggi (ieri per chi legge, ndr) questa tragica notizia».

Il suo vitalismo, l’aspetto “giovanile” che ne faceva un 75enne di cui non contava l’età, è ciò che strugge nel ricordo. «La scuola pulsava insieme a lui di tutte le iniziative che aveva – lo piange Vanna Alquati, ex dirigente del Tosi -. Abbiamo una chat con gli ex studenti e hanno inviato messaggi bellissimi. Era un uomo sensibile, raffinato. Buono. Sono tanti i gesti di generosità che nessuno conosce e che ha fatto». Da qualche tempo Tinelli faceva da autista volontario al Samaritano e proprio con Alquati frequentava la comunità di Bose.

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