Il virus spegne la voce del “cantore” della Bassa
Sergio Bassi con la sua chitarra

Il virus spegne la voce del menestrello della Bassa

Il 69enne Sergio Bassi di Codogno si è spento all’ospedale di Crema

Sara Gambarini

Ha soffocato la sua voce. Ma non fermerà mai la sua musica. Il Covid-19 si è portato via il “menestrello della Bassa”, Sergio Bassi. Si è spento a 69 anni, presso l’ospedale di Crema, dov’era ricoverato. Ieri, poi, l’ultimo respiro. Chissà invece cosa avrebbe scritto, suonato e cantato Bassi per narrare – a emergenza finita – il dolore, la forza, la tenacia della sua Pianura Padana provata al punto da apparire, a tratti, irriconoscibile.

Ma ecco ancora il “cavallo pazzo” (dal nome di un suo album) andare oltre il Coronavirus, per ricordare a tutti, con i suoi brani, la Pianura Pianura che ha descritto per anni con quel suo timbro un po’ “gucciniano”. Una Terra che tornerà. Con il suo grande Po, i suoi personaggi a volte “sghembi” e con quelle pagine di vita contadina, di operosità, ma anche di festa.

La morte di Bassi, uomo umile, disponibile, di certo, lascia anzitutto un vuoto incolmabile fra i suoi affetti familiari, unitamente agli amici, ai suoi fan e soprattutto alla sua Padus River Band.

Nato a Codogno, Bassi era cresciuto dai nonni materni a Reghinera, in un contesto agricolo, di cortile. Nel suo percorso artistico si era distinto come cantautore della Pianura Padana e dei suoi personaggi, come artigiano della canzone. Il suo primo 45 giri (Una città su misura) risale al 1982, ma è nel 1984 che nasce il suo primo album (Fermati guerriero), cui ne seguono molti altri fino alla fondazione, nell’ottobre 2004, del gruppo Padus River Band. Nell’aprile 2006 esce dunque il concept-album “E il fiume sta a guardare...” e nel 2007 l’album che gli vale il suo soprannome: “Cavallo Pazzo”. Quindi, ancora nuove opere ed eventi importanti fra cui la canzone “Il Mantovano Volante” dedicata al grande pilota e portata in seguito al Museo Tazio Nuvolari di Mantova e la consegna del singolo “Inno a S. Francesca Cabrini” a Suor Maria Barbagallo del Centro di Spiritualità di Codogno in occasione dei 100 anni dalla morte di Madre Cabrini, nonché le tante tappe di Sergio per le piazze, compresa quella nella città del Barbarossa.

E mentre ancora qui si combatte (non si sa per quanto tempo) in attesa di tornare a vivere la Pianura Padana amata da Bassi, con lo stralcio di un suo vecchio brano “il menestrello della Bassa” sembra ancora parlare: “Ma chi l’ha detto che solo i grandi fanno la storia, ognuno ha la sua storia da raccontare, anche se non è bella potrà insegnare qualcosa a qualcuno”.

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