Coronavirus, controlli dei Nas negli ospedali, Procura apre inchiesta su gestione “paziente zero”
L’ospedale di Lodi

Coronavirus, controlli dei Nas negli ospedali, Procura apre inchiesta su gestione “paziente zero”

Carabinieri al lavoro per accertare la dinamica del contagio, «accertamenti sulla gestione dell’ospedale Codogno dopo la scoperta del contagio». Sequestrate le cartelle cliniche del 38enne di Castiglione

Carlo Catena

I carabinieri del Nucleo antisofisticazioni di Cremona ieri pomeriggio e fino alla serata si sono recati all’Ospedale di Codogno. I controlli si sono estesi poi, stamane all’ospedale di Lodi,, per accertamenti riguardanti le dinamiche e le eventuali cause della diffusione dell’epidemia di coronavirus. In serata il procuratore della Repubblica di Lodi Domenico Chiaro ha reso noto che «è stata avviata un’indagine volta ad accertare eventuali responsabilità nella gestione di quello che allo stato sembra essere il paziente zero del più grosso focolaio dell’epidemia che ha determinato l’attuale situazione di emergenza sanitaria del Paese». L’indagine, a carico di ignoti, è stata avviata d’ufficio, «a seguito delle concordanti informazioni giornalistiche che evidenziavano ritardi od omissioni nella gestione del predetto paziente e che hanno trovato conferma nelle pubbliche dichiarazioni di un autorevolissimo esponente delle istituzioni». Per paziente “zero” si intende ora il 38enne di Castiglione d’Adda che era finito in Rianimazione, anche se sta ora nettamente migliorando, e che a quanto emerso era tornato a casa dopo un primo accesso al pronto soccorso codognese con sintomi influenzali. La precedente classificazione di paziente “zero” faceva riferimento invece a un suo conoscente emiliano che era tornato dalla Cina poco prima di uscire a cena con il 38enne a fine gennaio ma si è poi scoperto negativo al virus.

«L’indagine è apparsa doverosa - sottolinea il Procuratore - seppur con la consapevolezza che ogni eventuale responsabilità è tutta ancora da dimostrare nel pieno rispetto delle garanzie difensive. Da parte della Procura di Lodi vi è piena solidarietà per quei sanitari dell’Ospedale di Codogno che sono da considerarsi vittime dell’eventuale reato commesso e che ancora oggi stanno encomiabilmente resistendo alle restrizioni imposte dalle autorità sanitarie. L’indagine è d’altronde volta, in principalità, all’individuazione delle posizioni di garanzia alle quali era connesso l’obbligo di applicare la massima cautela nella gestione della struttura dopo la scoperta del contagio». I militari hanno sequestrato le cartelle cliniche del 38enne.

Il procuratore Domenico Chiaro

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