«Un ponte levatoio a Porta Regale per accedere alla Lodi sotterranea»
L’ingegner De Palma durante la presentazione

«Un ponte levatoio a Porta Regale per accedere alla Lodi sotterranea»

Alla serata promossa da Alaus Sandro De Palma ha svelato nuovi dettagli del progetto

Lorenzo Crespiatico

Ricostruire il ponte levatoio per permettere di accedere agli spazi della Lodi sotterranea da Porta Regale: questo uno degli obiettivi del progetto di apertura dei percorsi ipogei nell’area del castello. I punti essenziali dell’operazione, finanziata dal ministero delle Infrastrutture e dei trasporti per 900mila euro, sono stati presentati nella serata di mercoledì dall’ingegner Sandro De Palma dell’associazione Lodi Murata. L’evento è stato organizzato dall’associazione culturale Alaus presso l’auditorium dell’istituto “Bassi”.

De Palma, insieme a Tino Carinelli (scomparso lo scorso luglio) e Giorgio Granati, si è dedicato per anni allo studio e alla ricerca sul campo di ciò che resta dei moltissimi passaggi sotterranei della nostra città. «Dopo la fondazione di Lodi, ad opera del Barbarossa, venne scavato a mano un grande fossato, in corrispondenza della zona dei giardini pubblici di viale IV Novembre - ha spiegato De Palma, offrendo un dettagliato excursus storico sulla fondazione della città -. Le prime mura vengono costruite qui, dove scorreva la roggia Molina. Sul finire del XV secolo Francesco Sforza decise di spostare le vecchie strutture murarie per farne di nuove».

Nel Seicento il sistema difensivo arrivò al massimo dello splendore con gli ingegneri spagnoli. Dopodiché avvenne l’involuzione, con una serie di demolizioni. Ma sotto il livello del terreno tutto - o quasi - è rimasto intatto.

«Nel 2003 abbiamo iniziato, nelle pause pranzo, la mappatura dei percorsi sotterranei - racconta De Palma, con un filo d’ironia -. Grazie al georadar siamo riusciti a evidenziare vari corridoi ipogei in piazza della Vittoria e in piazza Broletto. Al di sotto della botola adiacente all’ingresso della cattedrale si trova un antico passaggio segreto che collega la sala del consiglio comunale con l’interno della chiesa». Ma non finisce qui: cinque metri al di sotto di via Vittorio Emanuele c’è un antico passaggio sotterraneo di collegamento tra il castello e l’ipogeo della piazza, chiuso nel 1630. La strada serviva per organizzare la fuga in caso di ingresso dei nemici all’interno della cinta muraria, oppure per comunicare in totale segretezza.

Le aree ipogee sotto e intorno al castello, che verranno aperte al pubblico presumibilmente all’inizio del prossimo anno, saranno attrezzate al meglio. «Ci saranno pedane, un sistema di ventilazione e di illuminazione, la videosorveglianza - racconta De Palma -. Sarà una struttura modernissima e sicurissima. Verrà inoltre ricostruito il ponte levatoio per permettere ai visitatori di entrare dalla porta imperiale». Durante la serata è stato anche presentato il nuovo libro “Lodi sotterranea”, edito da Armando Editore, a cura di Alida Giacomini, Loredana Rusconi e Guya Genuizzi.

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