«Regali dopo le pratiche»: dura condanna per un’impiegata
Un’auto della Finanza davanti al tribunale di Lodi, la donna, che ora lavora in un’altra sede, è stata ritenuta responsabile per alcuni degli episodi che le erano stati contestati

Codogno: «Regali dopo le pratiche», dura condanna per un’impiegata

Tre anni e 9 mesi a una dipendente dell’Agenzia delle entrate

Una dipendente dell’Agenzia delle entrate in passato in servizio a Codogno è stata condannata in primo grado dal tribunale di Lodi a tre anni e nove mesi di reclusione, oltre a pene accessorie, all’esito del processo che la vedeva imputata di corruzione e di accesso abusivo a sistema informatico per aver aiutato una decina di utenti a compilare le loro dichiarazioni di successione. Secondo le indagini della guardia di finanza, la dipendente pubblica, M.F., 52 anni avrebbe accettato regali o compensi per un valore da circa 100 a meno di 500 euro dagli utenti che avevano chiesto e ottenuto aiuto allo sportello.

La donna, difesa dall’avvocato Paola Selleri di Milano, aveva scelto di affrontare il processo ritenendosi non colpevole e il collegio del tribunale di Lodi, presieduto da Ambrogio Ceron, ha esaminato caso per caso quanto emerso dalle testimonianze in aula, escludendo la rilevanza penale per alcuni degli episodi. Ma la condanna, trattandosi di reati contro la pubblica amministrazione, è pesante.

Tutto era cominciato con una lettera anonima arrivata circa cinque anni fa ai responsabili provinciali dell’Agenzia delle Entrate, che avevano trovato una trentina di dichiarazioni di successione che apparivano compilate, a mano, dalla dipendente invece che dagli utenti. L’audit interno avrebbe anche evidenziato accessi all’anagrafe tributaria effettuati dalla lavoratrice anche prima che quelle dichiarazioni venissero ufficialmente presentate al suo sportello, e relative a persone coinvolte in quelle stesse dichiarazioni.

Dal punto di vista dell’Agenzia delle Entrate, ciò non sarebbe dovuto assolutamente accadere, perché - come ha anche testimoniato in tribunale un funzionario - tocca al contribuente istruire la pratica, in proprio o rivolgendosi a un commercialista, a un notaio o a un centro di assistenza fiscale. Circa trenta persone, che avevano presentato a Codogno le dichiarazioni “sospette”, erano state convocate dalla guardia di finanza ma solamente una decina di loro avrebbero riferito di aver poi ringraziato la dipendente con regali o mance. Il verdetto appare destinato a venire impugnato in appello, la dipendente aveva subìto una sospensione temporanea, poi è stata destinata a un’altra sede.

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