Il Frecciarossa sarà smontato e portato in un deposito a Ancona
I sopralluoghi sullo scambio incriminatofoto Gozzini

Il Frecciarossa sarà smontato e portato in un deposito a Ancona

Si studia l’accesso delle gru ai binari, intanto ritornano i periti della Procura

Carlo Catena

Ospedaletto Lodigiano

Sono previsti nuovi sopralluoghi dei consulenti della Procura della Repubblica di Lodi a Ospedaletto Lodigiano, alla luce delle prove eseguite mercoledì sul sistema di controllo degli scambi dalla centrale operativa Alta velocità di Bologna. Intanto è stata presa una decisione sul destino della motrice e delle otto carrozze del Frecciarossa 1000, che sono state dissequestrate: saranno private dei carrelli, la componente più pesante, e portate in un deposito del gruppo Fs ad Ancona. Un’operazione logistica estremamente complessa, dato che ciascuna unità pesa trenta tonnellate. Sul posto ci sono già quattro gru pesanti ma l’accesso al Posto Movimento, dove è avvenuto l’incidente, è considerato problematico, perché la strada di servizio è la stessa che serve una cascina e passa su due cavalcavia, uno sull’Alta Velocità e l’altro sull’Autostrada del Sole. Il primo obiettivo è quello di riaprire almeno un binario dell’alta velocità, per cui potrebbe bastare una settimana. Il Procuratore Domenico Chiaro è riuscito a concedere il dissequestro parziale a soli dei giorni dall’incidente, avvenuto settimana scorsa, si prevedono ora la rimozione di parti significative dello scambio che è il principale indiziato per il deragliamento costato la vita a due macchinisti e il ferimento di 31 passeggeri, e quindi la possibilità di ricostruire la linea, che è pesantemente danneggiata per centinaia di metri.

Il direttore dell’agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie Marco D’Onofrio, in audizione alla commissione Lavori Pubblici del Senato riguardo al deragliamento del Frecciarossa a Ospedaletto Lodigiano giovedì scorso ha riferito che il meccanismo attuatore dello scambio era difettoso. Questo sarebbe emerso dai rilievi e dalle prove degli ingegneri Roberto Lucani e Fabrizio D’Errico, consulenti della procura di Lodi. Il procuratore Domenico Chiaro per ora non conferma questa che sicuramente è più che una indiscrezione ma che comunque da sola non giustificherebbe il deragliamento.

Il problema consisterebbe nell’inversione dei collegamenti interni alla scatola di controllo, che non sarebbe di competenza dei manutentori. I quali però avrebbero comunque dato il via libera a riaprire la linea ai treni ritenendo superato il problema per il quale erano intervenuti.

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