«Cuciniamo prodotti italiani, non temete il Coronavirus»
L’esterno del locale tra Sordio e San Zenone

«Cuciniamo prodotti italiani, non temete il Coronavirus»

Il locale tra Sordio e San Zenone lamenta di aver perso circa il 40 per cento della clientela

Stefano Cornalba

«Nessuno dei nostri dipendenti ha fatto ritorno in Cina di recente, i prodotti del locale provengono tutti dall’Italia e dall’Europa». L’ha affermato ieri mattina la titolare del ristorante “Gran Gusto” di Sordio Elisa Ye, che ha perso il 40 per cento della clientela dopo l’allarme sul possibile contagio da Coronavirus. «Nelle ultime settimane abbiamo ricevuto decine di telefonate di clienti preoccupati, vogliamo quindi rassicurarli in tutti i modi - dichiara la 38enne di origine cinese nel locale sulla via Emilia tra Sordio e San Zenone -. Comprendiamo ovviamente la grande paura che si è diffusa in ogni parte del mondo, anche noi abbiamo perso tra il 30 e il 40 per cento della clientela. Ma i prodotti utilizzati per i nostri piatti, carne cruda e pesce, provengono tutti dall’Italia e dall’Europa».

Complice la posizione strategica ai lati della statale densamente trafficata in tutte le ore della giornata, il “Gran Gusto” è diventato un punto di riferimento nell’intero territorio tra il Lodigiano e il Sudmilano. «Contiamo sulla presenza di due sale, una con la tradizionale cucina italiana e l’altra invece con piatti tipici cinesi e giapponesi - continua la titolare dell’attività di Sordio, che ha lanciato anche una campagna social per rassicurare la popolazione locale -. A pranzo accogliamo soprattutto i lavoratori attivi sul territorio, la sera la clientela è composta prevalentemente da giovani e famiglie. Anche se la trasmissione del virus non avviene tramite il cibo, siamo noi i primi a consumare i nostri prodotti, di cui garantiamo la sicurezza e la freschezza».

Originaria della regione cinese di Shanghai, Elisa Ye vive in Italia con l’intera famiglia da 18 anni. «Abito a Milano, ho sempre gestito attività di questo tipo, da sei anni siamo presenti nella realtà di Sordio ai confini tra il Sudmilano e l’Alto Lodigiano - sono state ancora le sue parole nella tarda mattinata di ieri -. La mia famiglia si trova tutta in Italia, da due anni non mi reco più in Cina Cina: per quanto riguarda i circa 20 dipendenti, sono per la maggior parte di origine filippina. Solo il cuoco è cinese, ma anche la sua famiglia vive in Italia, da tempo non rientra in patria. Rispetto ad altri casi segnalati sul territorio, non abbiamo dipendenti che hanno fatto ritorno in Asia in occasione del recente Capodanno cinese previsto per il 25 gennaio - ha rimarcato in conclusione la 38enne ristoratrice -: nessuno è insomma rimasto bloccato in patria dopo la chiusura dei voli aerei da e per la Cina».

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