Blitz dell’Ats al Policlinico di San Donato

Blitz dell’Ats al Policlinico di San Donato

Controlli degli ispettori dopo una segnalazione: secondo i primi riscontri, da indagare ulteriormente, alcuni pazienti, invece, di essere ricoverati con il sistema sanitario nazionale erano ricoverati a pagamento

Cristina Vercellone

San Donato

Utilizzo dei letti, blitz dell’Ats al Policlinico San Donato per i controlli. I posti riservati ai pazienti, come previsto dal servizio sanitario pubblico, secondo i primi monitoraggi, ancora da verificare, erano occupati, invece, da pazienti a pagamento.

L’assessore regionale al welfare Giulio Gallera, dal canto suo, rassicura: «Il sistema regionale dei controlli - commenta in riferimento a quanto emerso venerdì - ha dimostrato di essere reattivo e tempestivo, entrando in azione immediatamente dopo una segnalazione di un disequilibrio sull’utilizzo dei posti letto accreditati al Policlinico San Donato. Non ci sono elementi in questo momento che farebbero pensare a un utilizzo improprio delle risorse regionali».

«Stiamo verificando l’esistenza di illeciti amministrativi - ha aggiunto - che, nel caso fossero confermati, verranno certamente sanzionati. La nostra azione è finalizzata a garantire la necessaria offerta socio sanitaria ai cittadini lombardi, che non devono essere in alcun modo penalizzati».

Venerdì, a seguito di una segnalazione, un’equipe di funzionari dell’Ats Città metropolitana di Milano, nell’ambito dei suoi compiti istituzionali di vigilanza e verifica del mantenimento dei requisiti di autorizzazione e accreditamento, ha effettuato un evento ispettivo presso l’Irccs Policlinico San Donato.

«L’assetto accreditato della struttura oggetto di verifica - commenta l’assessorato in una nota - prevede 399 posti letto di degenza ordinaria autorizzati/ accreditati e a contratto e 3 posti letto di degenza ordinaria di solvenza».

«Al momento del sopralluogo - ha spiegato Gallera - è emersa una difformità nell’utilizzo dei posti letto rispetto a quanto accreditato attraverso il sistema sanitario regionale».

«In particolare, secondo quanto riferiscono gli ispettori - dice la Regione -, alcune stanze precedentemente doppie erano, al momento del sopralluogo, configurate come singole. E 18 di queste erano occupate da pazienti in regime di solvenza.

In un altro reparto, invece, dove in base alle planimetrie ufficiali dovevano essere allocati diversi reparti medici e chirurgici tutti contrattualizzati con il sistema sanitario nazionale, al momento del sopralluogo circa il 90 per cento dei pazienti ricoverati usufruiva di prestazioni in regime di solvenza».

«Nei prossimi giorni, anche dalla verifica delle schede di dimissioni ospedaliere - ha concluso l’assessore Gallera - saranno effettuati ulteriori approfondimenti per meglio inquadrare l’accaduto e chiarire l’utilizzo delle attività di ricovero in regime di solvenza in base a quanto riportato in termini giuridici e riportato all’interno del contratto vincolante in atto con Ats».

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