«Sara è in coma da dieci anni, non mi arrendo e suono per lei»
Sara Ippolito in ospedale con il papà Francesco

Vizzolo, Sara è in coma da dieci anni: «Non mi arrendo e suono per lei»

Il coraggio di Francesco Ippolito, il padre della ragazza che dal 15 gennaio 2010 vive in stato vegetativo

Cristina Vercellone

In stato vegetativo esattamente da 10 anni. Da quando, quel maledetto 15 gennaio 2010, a soli 15 anni, in seguito all’intervento di appendicite all’ospedale di Vizzolo, Sara Ippolito entrò in coma. E da quel coma non si è più risvegliata. Anche se, dice papà Francesco, «Sara sorride ogni tanto, di giorno e anche la notte, muove gli occhi e, a volte, piange. Le scendono le lacrime. Forse - dice - ha anche i dolori mestruali, come tutte le donne della sua età. Non credo non abbia alcuna attività cerebrale. Una vita emotiva penso ce l’abbia». Il 29 gennaio, Sarà, nata a Sant’Angelo ma residente a Torrevecchia Pia, compirà 26 anni e i suoi famigliari stanno già pensando alla festa di compleanno lì, dove Sara è ricoverata da tempo, al Pio Albergo Trivulzio.

«Ogni anno le facciamo una festa diversa con una bella torta - spiega Ippolito -, un anno l’abbiamo fatta decorare con lo stemma della sua Inter. Sara è serena». E ama la musica: ogni tanto la sua famiglia le fa ascoltare i suoi cantanti preferiti, Eros Ramazzotti, Nino D’Angelo, Laura Pausini. Suo papà, invece, si siede al suo fianco e suona la chitarra, pezzi di Guccini, De Andrè, De Gregori: «Quando vedo che fa qualche smorfia capisco che è stanca e la smetto».

Papà Ippolito sa che è «egoistico, ma non mi pento, - dice - pur nelle condizioni di difficoltà in cui ci troviamo, del fatto che Sara sia stata rianimata. Lei è tranquilla, la teniamo impegnata con la fisioterapia, la musico-terapia e la ginnastica».

Leggi l’approfondimento sull’Edizione de Il Cittadino di Lodi in edicola mercoledì 15 gennaio

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