I senzatetto sono tornati al ponte della tangenziale
I giacigli di fortuna lungo il percorso ciclabile del ponte (RIbolini)

Lodi, i senzatetto sono tornati sotto il ponte della tangenziale

Alcuni giacigli sono comparsi lungo la ciclabile

Lorenzo Crespiatico

Dietro al termine “degrado” si nascondono storie di persone che vivono nella disperazione, ai margini della società: difficile dire dove siano finite le persone - almeno dodici alla data del maxi sgombero, avvenuto nel dicembre 2018 - che ogni notte trovavano dimora nel passaggio ciclopedonale sotto il ponte sull’Adda della tangenziale.

Materassi e cartoni

Nella mattinata di lunedì abbiamo trovato solamente un bivacco, un giaciglio costituito da qualche coperta impilata una sull’altra e da uno strato di materiale plastico da imballaggio, un ottimo isolamento dal freddo. Non è da escludersi però che siano più di una le persone che nella notte gelida di inizio gennaio trovano riparo sotto la tangenziale: sotto uno strato di cartoni si trova infatti un materasso arrotolato e protetto. È ipotizzabile che venga ancora utilizzato. La temperatura è di un grado sotto lo zero, c’è una nebbia intensa e l’umidità del fiume entra nelle ossa: è difficile - per noi - immaginare come si possa passare la notte in quelle condizioni. Eppure per qualcuno quella è la realtà: di fianco al suo letto improvvisato il disperato ha lasciato qualche sacco, probabilmente contenente vestiti o cibo.

A un anno dallo sgombero

Nell’operazione di sgombero del dicembre 2018 erano stati impiegati addirittura 60 uomini in divisa per eliminare quella che era diventata una baraccopoli: gli abitanti si erano dotati anche di fornelli elettrici, con il rischio di scatenare un incendio. Solamente un mese prima sotto la tangenziale si era scatenata una rissa furibonda tra nigeriani, culminata con un accoltellamento. Il luogo attrae inevitabilmente chi cerca un posto tranquillo dove passare la notte: è riparato dalla pioggia e in parte anche dal vento, è abbastanza isolato e non troppo rumoroso. Non è nemmeno troppo distante dalla città: in meno di una decina di minuti, camminando a buon passo, si arriva al parcheggio di via Massena.

I rifiuti sono ovunque

Il sottile strato di brina che ricopre le piante e il terreno rende ancora più desolante il paesaggio, mentre la nebbia impedisce di vedere a poco più di una decina di metri di distanza. Nelle rampe per accedere ai due lunghi corridoi, utilizzati a lungo come dormitori improvvisati, si trovano rifiuti di vario genere, dal materiale plastico e brandelli di vestiti ormai ridotti a stracci. Anche nella zona circostante, tra la boscaglia, abbondano bottiglie di vetro, scatolette e fazzoletti: i rifiuti non sono - a dire il vero - riconducibili solamente ai senzatetto, ma anche all’inciviltà di alcuni automobilisti che, passando sulla tangenziale, lanciano dal finestrino ciò di cui vogliono disfarsi. Alcuni di questi rifiuti infatti pendono sui rami degli alberi.

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