Usano lo spray urticante per bloccare il pusher
Pattuglia dei carabinieri (immagine d’archivio)

Usano lo spray urticante per bloccare lo spacciatore in fuga a Peschiera

I carabinieri lo hanno arrestato assieme all’uomo che era in auto con lui

Emiliano Cuti

Dopo l’inseguimento i carabinieri devono usare lo spray urticante per bloccare un marocchino in fuga. È stato l’unico modo per immobilizzare e mettere le manette al trentenne M. Z., arrestato insieme a G. G., 48enne italiano, entrambi accusati di resistenza a pubblico ufficiale e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Si tratterebbe del pusher (lo straniero) e del suo autista e aiutante (l’italiano), che nel pomeriggio di sabato sono stati individuati in auto da una pattuglia dei carabinieri di Peschiera mentre percorrevano su una Citroen C3 la circonvallazione dell’Idroscalo.

La strada, al confine tra Peschiera e Segrate, è spesso meta e punto di incontro di tossicodipendenti. Per questo motivo i militari stavano controllando i passaggi e, alla vista di un’auto sospetta, hanno provato a fermarla. All’alt, l’automobilista ha accelerato spingendosi sulla Rivoltana, verso Liscate, inseguito dall’equipaggio della stazione di Peschiera. La C3 è stata tallonata fino a Segrate, dove i due a bordo hanno abbandonato la vettura lungo la provinciale per scappare a piedi.

L’italiano - G. G., 48 anni residente a Cernusco - è stato subito bloccato, mentre è stato più difficile acciuffare l’altro – M. Z., 30 anni, senza fissa dimora in Italia – che ha reagito con calci e pugni quando i militari sono piombati su di lui. A quel punto i carabinieri hanno spruzzato addosso al fuggiasco lo spray urticante (un principio attivo a base di oleoresin capsicum, sostanza irritante, a non più di 3 metri di distanza) facendolo arrendere. A seguito della perquisizione, sono stati rinvenuti all’interno della vettura 9 grammi di cocaina e 5 grammi di hascisc che erano nascosti sotto il tappetino sul lato passeggero e che sono stati sequestrati. I due arrestati sono stati trattenuti in camera di sicurezza in attesa dell’udienza davanti al giudice presso il tribunale di Milano.

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