Cannabis light, strada aperta. Ma non ci sono alternative?
Articoli derivanti dalla cannabis in vendita in un distributore a Lodi

Cannabis light, strada aperta. Ma non ci sono alternative?

Sul «Cittadino» l’inchiesta con le interviste agli esperti e il nostro commento

Lodi

“Lo scorso dicembre ha fatto molto discutere un emendamento alla Legge di bilancio, presentato da due senatori del Movimento 5 Stelle, che avrebbe dovuto favorire la liberalizzazione del commercio della cannabis light, oggi peraltro già in vendita ma con molti limiti e divieti. L’emendamento è stato bloccato dalla presidente del Senato Elisabetta Casellati per una questione “tecnica”, vale a dire un giudizio di inammissibilità in quanto l’argomento proposto era estraneo alla materia.

La strada però è aperta e non c’è da star sereni, perché con tutta probabilità la liberalizzazione del commercio della cannabis light verrà riproposta alla prima occasione utile. Troppi e troppo forti gli interessi in gioco. In primo luogo quelli economici, perché attorno al commercio della cannabis light sono già fioriti - e potrebbero svilupparsi ulteriormente - singoli negozi e catene di franchising, che presuppongono a monte un complesso sistema distributivo e quindi tanti soldi da far girare...”

Inizia così il commento che trovate oggi - sabato - sulla prima pagina del «Cittadino», dedicato alla possibile liberalizzazione della cannabis light. L’inchiesta su un tema attualissimo si arricchisce con le interviste a Concettina Varango, responsabile del Servizio dipendenze dell’Asst di Lodi, e a don Enrico Bastia, direttore dell’Ufficio di pastorale giovanile della Diocesi di Lodi.

Leggi l’approfondimento sull’Edizione de Il Cittadino di Lodi in edicola sabato 11 gennaio

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