Dramma in ospedale, muore a 12 anni
I genitori del 12enne di Cervignano hanno dato l’ok alla donazione delle cornee

Dramma in ospedale, muore a 12 anni

Francesco, di Cervignano, è stato operato d’urgenza all’intestino, ma non ce l’ha fatta

Cristina Vercellone

Francesco se n’è andato a soli 12 anni. Il ragazzino, residente a Cervignano, ricoverato in prognosi riservata, a Vizzolo, è deceduto ieri pomeriggio, poco dopo le 19. Il minore era arrivato in ospedale, sabato mattina, intorno alle 5, insieme al papà, a causa di un dolore addominale. Il piccolo è stato ricoverato, sottoposto alla Tac e agli altri accertamenti.

I chirurghi si sono consultati tra loro più volte, studiando il caso. Il ragazzino, che aveva qualche difficoltà a comunicare i suoi sintomi, aveva un volvolo intestinale (arrotolamento patologico di una porzione intestinale, una condizione abbastanza rara ma possibile, specie nei bambini, che impedisce il normale transito delle feci con conseguente occlusione). Quando è finito in sala operatoria, in urgenza, ieri mattina, tra le 2 e le 4, l’intestino era in ischemia. I chirurghi hanno praticato una resezione dell’organo. Il ragazzino è andato in arresto cardiaco per sei volte, durante il percorso di cura, ed è stato ricoverato in terapia intensiva in prognosi riservata. Francesco è stato sottoposto a filtrazioni renali, una sorta di dialisi continua e a terapia farmacologica per il supporto alla circolazione. Ieri pomeriggio è stato sottoposto a un’ulteriore laparoscopia. I medici si sono assicurati così, con l’ausilio delle telecamere, che non ci fossero altre ischemie, ma la situazione era talmente grave che il ragazzo non ce l’ha fatta. Ieri, poco dopo le 19, Francesco si è spento, sotto gli occhi dei suoi genitori, che hanno anche una figlia più grande, e che sono sempre stati vicini a lui.

Ora l’Asst, guidata dal direttore generale Angelo Cordone, ha avviato una verifica interna per ricostruire, nei dettagli, il percorso. «La situazione è precipitata -commenta il direttore socio sanitario dell’Asst Claudio Arici -. Ritengo che il bambino sia stato seguito bene. È stato visto 3 volte dai chirurghi, non c’era indicazione a fare un intervento in urgenza. Dal punto di vista clinico era stabile, si aspettava a intervenire subito. In seguito ha avuto una complicanza cardiaca che ha fatto precipitare la situazione. Quello che è stato fatto è coerente con la situazione che ci siamo trovati di fronte. Il bambino si è trovato in rianimazione in prognosi riservata proprio a causa delle condizioni di fragilità del cuore. Non riesco a spiegarmi cosa sia successo - dice il direttore socio sanitario con il groppo in gola - a un paziente che alle 22 girava da solo in corridoio e che alle 2 della mattina si era aggravato al punto da finire in sala operatoria in urgenza. L’intestino leso dal volvolo è stato tagliato. L’intervento è andato bene, ma il bambino doveva superare l’instabilità del cuore che nessuno si aspettava avesse. Cercheremo di capire da cosa sia derivata. Sono profondamente addolorato».

«Anche se sono fuori Lombardia - commenta il manager Cordone - sono sempre stato in contatto con tutto l’ospedale e provo un enorme dolore. L’ospedale ha seguito le normali procedure. Abbiamo avviato una verifica interna per capire come mai il bambino arrivato alle 5 della mattina in ospedale, poi sia finito in rianimazione. L’analisi evidenzierà tutto il percorso per capire come si sono svolte le cose, per noi è importantissimo. Sono molto dispiaciuto». I genitori, dal canto loro, hanno dato il consenso alla donazione delle cornee.

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