S. Chiara, ok allo stipendio di Sancilio
Il cortile interno della casa di riposo Santa Chiara

S. Chiara, ok allo stipendio di Sancilio

Opposizione sulle barricate sulla situazione della casa di riposo di Lodi

Cristina Vercellone

Santa Chiara, compenso dell’ex preside Corrado Sancilio, continua la bagarre politica e dai banchi dell’opposizione i consiglieri Francesco Milanesi e Simone Piacentini intervengono. «Quanto è successo nell’ultimo consiglio di Santa Chiara, con l’approvazione del compenso al presidente - commentano i due consiglieri - è stata una evidente forzatura della legge che ha portato ad una preoccupante spaccatura all’interno del consiglio di amministrazione. La legge Madia è chiara nel vietare compensi ai pensionati e nonostante questo il presidente Sancilio con il benestare di pareri legali ammiccanti e probabilmente anche del vicesindaco Maggi, ha votato e fatto deliberare il suo compenso. Fortunatamente, all’interno del Cda, non si sono allineati l’avvocato Bertoli, rappresentante dell’opposizione, e il dottor Calandra nominato per la maggioranza».

Polemiche dall’opposizione in Comune a Lodi: «Siamo fortemente preoccupati per l’arbitrarietà con cui si sta agendo, ma soprattutto per queste azioni che determinano un clima di contrasto all’interno dell’organo che deve far funzionare Santa Chiara e garantirne la piena operatività. Inoltre dal Comune non rispondono alle nostre richieste di accesso agli atti e non capiamo il perché. La legge parla chiaro, chiediamo quindi che venga rispettata e messo in condizione il consiglio di agire nell’interesse comune».

La polemica politica però ruota intorno alla considerazione di Santa Chiara come ente pubblico o privato. Nel caso sia un ente privato il compenso al presidente, anche se in pensione è legittimo, nel caso, invece, Santa Chiara sia considerato un ente pubblico, non lo è. I pareri legali sono contrastanti. Sancilio, contattato, non conferma l’approvazione del compenso e non vuole nemmeno commentare la vicenda, facendo appello al «codice etico della fondazione» e «all’articolo 14 dello statuto» che parla di «primato di pubblico interesse, sobrietà e correttezza».

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