Santa Lucia, tra sogni e solidarietà
In cattedrale le letterine dei bambini per Santa Lucia e i giochi in beneficenza

Santa Lucia, tra sogni e solidarietà

Ai piedi della statua in cattedrale a Lodi le letterine con le richieste dei bambini e i giochi per i meno fortunati

Anche quando si hanno trent’anni, e si è alti quasi due metri, si vorrebbe scrivere una letterina a santa Lucia. Vedere in cattedrale la cassettina installata per le lettere è come vedere l’innocenza dei bambini che ci credono con tutte le loro forze, coi pugni stretti e gli occhi chiusi: è questa capacità di avere fiducia nei propri desideri a far sì che essi, in qualche modo, si realizzino. E pazienza se c’è lo zampino della mamma o della zia – quando l’ho intravista nel bagliore, la santa, nel bagliore di un lampione in una notte di tanti anni fa, la sua capigliatura era tanto tanto uguale a quella della zia.

E tanti anni dopo, questa letterina è ancora lì da spedire, e tutti hanno una letterina nel cassetto, in cui scrivere quei desideri che certe volte non si confessano nemmeno a se stessi. Quei regali che si terrebbero per sé, e quelli da offrire a tutti. Così fanno i bambini: nella stessa lettera, si chiedono i giocattoli più grandi, più costosi, più luccicanti di colori. Ma nel frattempo, in fondo, si pensa anche al fratellino, alla mamma che è un po’ triste, ai bambini meno fortunati. Forse, questo sentimento di generosità è stimolato dal genitore di turno, che convince il bambino di quanto una lettera del genere sia sicuramente più benaccetta da parte della santa che, da sempre, porta i regali ai giovanissimi lodigiani nella notte del 13 dicembre.

Da sempre in quella notte, generazione dopo generazione, si pensa anche a lei e al suo asinello, con una tazza di latte caldo e un po’ di fieno, e si pensa anche ai bambini meno fortunati. È per questo che in cattedrale, accanto alla buca delle lettere, c’è anche una montagna di giocattoli destinati ai più poveri: quest’anno, i destinatari saranno dell’Istituto delle suore di Sant’Anna in Romania e delle case famiglia. E il parroco dell’Assunta, don Franco Badaracco, si raccomanda che la generosità sia vera e sentita: «Invitiamo a donare un solo giocattolo, nuovo o dismesso, purché confezionato, pulito e ancora funzionante» scrive su un cartello posto ai piedi della scalinata.

Una mamma e una bambina si arrampicano sulle scale, illuminate da uno splendido taglio di luce calda nel primo pomeriggio; arrivano fino in cima e si trovano davanti alla moltitudine di pacchetti di tutti i tipi e alla statua di santa Lucia. La mamma indica la santa, racconta la sua storia: fortunatamente, la piccola non è abbastanza alta per vedere gli occhi sistemati sul piattino. Poco distante, una donna racconta al marito, probabilmente un lodigiano acquisito, che in città non è mai stato Babbo Natale a portare i regali, ma la santa del 13 dicembre, «che poi arrivava anche prima, quindi noi bambini eravamo più contenti».

Letterine e regali per Santa Lucia nella cattedrale di Lodi

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