Minacce di morte in Pronto soccorso, scatta la denuncia in ospedale

Minacce di morte in Pronto soccorso, scatta la denuncia in ospedale

Qualche giorno fa l’infermiere del triage è stato aggredito

Cristina Vercellone

Lodi

«Ti uccido», ha detto la donna (che spesso dorme all’interno dell’ospedale) all’infermiere del pronto soccorso di Lodi. L’ospedale ha deciso di denunciarla, perché la minaccia era troppo pesante. È successo pochi giorni fa nel reparto del Maggiore. La consigliera regionale Patrizia Baffi ha presentato una proposta di legge, insieme a Carmela Rozza, per aumentare la sicurezza negli ospedali.

Non era la prima aggressione in pronto soccorso, né verbale, nè fisica. Memorabile è stata l’aggressione di un senza tetto alla guardia giurata, qualche anno fa. La guardia finì all’ospedale con il naso rotto.

L’altro giorno, una donna che aveva già dato in escandescenze altre volte, ha minacciato di morte, all’improvviso, l’infermiere del triage. «Mi sono confrontato con il primario - racconta l’infermiere protagonista dell’aggressione - e abbiamo deciso di sporgere denuncia perché questa volta aveva superato i limiti. Quando sono arrivate le forze dell’ordine, però, l’abbiamo convinta a farsi accompagnare all’ospedale di Codogno per una consulenza psichiatrica».

Baffi consigliera di Italia viva ha firmato con la consigliera Rozza, una proposta di legge per chiedere che siano messe in atto «a livello regionale, azioni per monitorare la situazione, prevenire il rischio, scoraggiare e contrastare ogni atto di violenza per mettere in sicurezza il personale».

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