Chirurgia, laparoscopia super star: si operano i tumori con metastasi
Al centro il primario Pietro Bisagni che sta insegnando ai suoi allievi

Chirurgia, maghi della laparoscopia a Lodi

Il Maggiore annoverato tra gli ospedali con l’attività operatoria più avanzata

Una telecamera collegata a un monitor, pinze e forbici sottilissime e una manualità da numeri uno. Sono gli ingredienti base per praticare la laparoscopia. Una tecnica operatoria che non richiede l’apertura completa dell’addome.

Per il primario della chirurgia di Lodi Pietro Bisagni, la laparoscopia non ha segreti. Operare così è molto più complicato, non tutti gli ospedali fanno quello che si fa a Lodi. La ripresa, dopo l’intervento in laparoscopia, però, è molto più veloce. Nel reparto di chirurgia generale del Maggiore si operano pazienti gravi, con il tumore e le metastasi al fegato. «Nel 2019 - spiega Bisagni - abbiamo effettuato 2000 interventi, 300 in più del 2018. Alla fine dell’anno arriveremo a 2900, 500 in più dello scorso anno. In collaborazione con il reparto di chirurgia di Codogno e il responsabile Andrea Ballabio facciamo la chirurgia a rapida dimissione». Negli ultimi mesi, oltre ad aver aumentato il numero degli interventi, a Lodi è stato incrementato anche il livello chirurgico.

«Facciamo molti interventi all’intestino - spiega Bisagni - che preservano lo sfintere e risparmiano i pazienti dalla stomia, garantendo loro una qualità di vita migliore». Molti sono anche i pazienti che arrivano da fuori: «Stiamo operando diversi malati provenienti dalla Liguria e dall’Emilia - spiega -, facciamo operazioni al fegato e asportazione delle metastasi. La scorsa settimana, per esempio, abbiamo asportato, in laparoscopia, i linfonodi lomboaortici in un paziente giovane con pregresso tumore del testicolo. Queste attività ci mettono nelle condizioni di raccontare agli altri quello che facciamo».

La chirurgia di Lodi, infatti, fa scuola ai medici di altre strutture, soprattutto in chirurgia laparoscopica del colon. «Per la prima volta, inoltre - spiega Bisagni, arrivato al Maggiore nel 2018 - a Lodi si farà un intervento in collegamento diretto con il congresso nazionale di chirurgia laparoscopica di Roma, il più importante evento italiano, organizzato dal professor Giorgio Palazzini. Cinquecento medici assisteranno. Ci saranno 92 interventi, uno di questi è il nostro. È la prima volta che si mostra da qua un intervento al colon e al retto in laparoscopia. Fa piacere sapere che abbiamo le capacità di portare avanti una chirurgia avanzata di alto livello. Per quanto riguarda stomaco e colon siamo annoverati tra gli ospedali con la chirurgia più avanzata. Negli altri ospedali italiani la possibilità di fare interventi del colon in laparoscopia è del 30 per cento, da noi queste operazioni sono all’ordine del giorno».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti ( 0 ) Regolamento Commenti: Prima di commentare gli utenti sono tenuti a leggere il regolamento del sito . I commenti che verranno ritenuti offensivi o razzisti non verranno pubblicati e saranno cancellati.