Lodi, piove nelle case alla Martinetta: l’incubo di 30 famiglie di via Torino
Lodi, appartamenti alla Martinetti dove si sono verificate delle infiltrazioni d’acqua

Lodi, piove nelle case alla Martinetta: l’incubo di 30 famiglie di via Torino

I tecnici dell’autorità sanitaria sollecitati da una trentina di famiglie in allarme hanno verificato la situazione igienica

Piove in casa in alcuni immobili alla Martinetta a Lodi e sulle condizioni di degrado è intervenuta persino l’Ats (ex Asl). I tecnici dell’autorità sanitaria guidata dal direttore Walter Bergamaschi, sollecitati da una trentina di famiglie in allarme, hanno verificato la situazione igienica in via Torino, al civico 1, 3 e 5. I residenti, nei giorni scorsi, avevano scritto, oltre che all’Ats, anche all’avvocato Andrea Martelli e al Comune di Lodi.

«La nostra è una disavventura - aveva denunciato Mario Schirru -. Con me vivono la mamma, la zia e la sorella che hanno problemi di disabilità -. Noi chiediamo di verificare la presenza di amianto nel tetto, visto il cattivissimo stato della copertura. Piove in casa e alcuni appartamenti si allagano. Non esiste, inoltre, una fognatura idonea che sia collegata alla rete pubblica, ne consegue che, quando piove, si ha un ritorno di acque pluviali dalle fogne e la fuoriuscita di acque nere. È difficile, da parte nostra, far intervenire la proprietà su queste problematiche. Abbiamo paura anche per il coinvolgimento dell’impianto elettrico in caso di pioggia».

Nel suo verbale l’Ats che ha visionato molti appartamenti tra il civico 1 e 5, locale “Divisione musica” compreso, sottolinea la presenza di «evidenti segni di infiltrazioni alle pareti», ha riscontrato «perdite e infiltrazioni dai tetti, dai serramenti degli appartamenti». L’Ats ha rilevato «evidenti crepe nelle stanze dalle quali filtra, copiosa, l’acqua delle coperture. Tutto il complesso degli edifici presenta la copertura con materiale in fibra cemento in parte esposta e in parte confinata. Il sottotetto è occupato dalla presenza di residui di piccioni. Seguiranno- ha scritto l’Ats - atti conseguenti».

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