Dopo il saccheggio anche la beffa, no ai rimborsi per i danni al cimitero
Oltre un anno fa il saccheggio al cimitero di Maleo, raid per il quale sono stati rinviati a giudizio dodici romeni

Dopo il saccheggio la beffa: no ai rimborsi per i danni al cimitero

Nessun risarcimento a chi ha subito le conseguenze del blitz di un anno fa

Oltre il danno, la beffa. Sì, perché dopo aver visto razziate le tombe dei loro cari, le famiglie vittime dei vandalismi non hanno visto un centesimo. Ad oltre un anno dal blitz dei ladri che danneggiarono e saccheggiarono ben 50 sepolture al cimitero di Maleo, i rimborsi sperati non sono pervenuti: il camposanto del Comune, infatti, è assicurato per danneggiamenti alle parti di edificio comunali e in caso di incidenti (come le cadute lungo i vialetti).

Dante Sguazzi

La vicenda aveva portato gli inquirenti a individuare in una banda di romeni i presunti responsabili della razzia, con tanto di rinvio a giudizio per 12 persone. Ma le famiglie colpite non avranno alcun risarcimento, e non nascondono la loro amarezza: «Subito dopo la razzia, il Comune (ex sindaco Maggi) ci aveva detto che, tramite assicurazione, ci avrebbe risarciti, almeno in parte, ma così non è stato – spiega la signora Silvana Toscani -, e per di più nessuno si è più degnato di riferirci nulla al proposito fino a quando non sono andata io a chiedere spiegazioni in municipio: non ne faccio una questione economica, mi dispiace solo perché ci siamo sentiti presi in giro, non si promette qualcosa che non si può mantenere, bastava essere chiari da subito».

Il primo cittadino di Maleo, Dante Sguazzi, non può che confermare lo stato dell’arte: «Il nostro cimitero è assicurato in caso di danni alle parti di edificio e di beni comunali e rispetto a eventuali incidenti quali possono essere quelli di chi opera all’interno del camposanto o visitatori che possono cadere – precisa il sindaco-, il nostro cimitero è inoltre dotato di un impianto di videosorveglianza, ma anche sul tema della sicurezza siamo sempre pronti a migliorare».

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