Pompiere salva la vita a un autista
Il vigile del fuoco Stefano Pasetti, originario di Sant’Angelo, risiede a Vidardo e opera presso il comando di Lodi

Pompiere di Vidardo salva la vita a un camionista

L’intervento provvidenziale di Stefano Pasetti, vigile del fuoco del comando di Lodi, sulla tangenziale ovest

Oggi giorno, con i colleghi, contribuisce a salvare vite. Eppure, questa volta, è stato diverso. Era solo, rientrava da un corso di formazione a Torino e si è imbattuto nell’emergenza per caso. Quando, allo svincolo che dalla tangenziale ovest si collega all’A4, si è trovato di fronte a un tir fermo nel bel mezzo della prima corsia. Tra i clacson che strombazzavano all’impazzata e automobilisti inferociti per il rallentamento, Stefano Pasetti, 40enne originario di Sant’Angelo e residente a Castiraga Vidardo, vigile del fuoco del comando di Lodi, l’ha sorpassato e ha aperto bene gli occhi, scorgendo l’autista accasciato sul volante. In un attimo, l’unica scelta possibile per chi ha sposato la divisa del pompiere, persone per cui il fuori-servizio non esiste e in caso di emergenza sono mobilitati h24: ovvero fermare l’auto poco oltre, correre verso il mezzo, cercare di richiamare più persone possibile perché lo aiutassero a portare fuori dall’abitacolo l’uomo in difficoltà, con l’altezza del tir a rendere tutto più complicato. E ovviamente chiamare i soccorsi, seguire le istruzioni del 118, fare qualsiasi cosa per salvare quella vita.

«Ho notato subito il camion fermo, tutti che suonavano e nessuno che si fermava, quell’uomo stava male nell’indifferenza generale - racconta il 40enne - : quando mi sono avvicinato ho visto che l’uomo aveva gli occhi neri, probabilmente per la posizione, e ho chiamato subito il 118. Il battito c’era, ma era debole. A quel punto ho cercato di fermare altri automobilisti per farmi aiutare, sapevo che dovevo stenderlo e liberare le vie aeree, ma rischiavo di fargli del male nel tirarlo fuori dall’abitacolo».
Il tir si trova nella prima corsia della tangenziale, probabilmente perché l’uomo si è accorto di non star bene ed è riuscito a bloccare il mezzo prima di causare un incidente.

«Ho effettuato in tutto nove cicli da trenta compressioni in tutto, mentre gli operatori del 118 mi dicevano cose fare e mi incoraggiavano, mi dicevano di non mollare, di andare sempre avanti - racconta ancora Pasetti - : sentivo l’elisoccorso che si avvicinava e sentivo che avrei potuto andare avanti per ore per l’adrenalina che avevo in circolo».

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