«Ok ai Pos obbligatori ma senza le commissioni»
Una giovane barista lodigiana

«Ok ai Pos obbligatori ma senza le commissioni»

Pagamenti elettronici: i baristi lodigiani sono d’accordo: «Ma i prelievi bancari ci uccidono»

«Via libera al Pos, ma togliete le commissioni»: questo l’appello unanime dei baristi di Lodi, in risposta all’annuncio, da parte del governo, delle sanzioni - previste dal decreto legge fiscale 2020 - per chi si rifiuta di accettare pagamenti elettronici, anche solo per un caffè. Fino ad oggi, nonostante l’obbligo del pos per i commercianti esista dai tempi del governo Monti, non erano state previste sanzioni per chi venisse meno al dovere: ora l’aria è cambiata. «Se ci obbligano a usare il Pos allora non ci devono far pagare le commissioni - spiega Michele Abbattista, titolare di Icarocafè, mentre prepara degli espressi -. Già le tasse e le spese sono tante, se su ogni pagamento ci tocca pagare queste commissioni elevate allora possiamo anche chiudere. Inoltre in tanti non sono pratici con l’utilizzo del bancomat».

Rosi Sampieri, titolare del Laus Caffè, ritiene insensata la scelta del governo Conte bis: «Non si può pretendere di pagare un euro di caffè con il Pos.. Per i bar diurni, nei quali si pagano perlopiù cifre basse, l’obbligo ha davvero poco senso. Qui abbiamo installato il Pos da poco e ancora nessuno l’ha utilizzato, ma sicuramente lo utilizzeranno i clienti che vengono a mangiare a pranzo».

Più moderato Stefano Brugnano, titolare del bar La Gatta: «Il principio non è sbagliato, ma non deve essere esasperato - racconta mentre pulisce l’esterno dell’attività -. Per noi sicuramente più pagamenti elettronici significano più commissioni da pagare e quindi meno soldi in cassa, anche se a livello di furti questo potrebbe aiutare».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti ( 0 ) Regolamento Commenti: Prima di commentare gli utenti sono tenuti a leggere il regolamento del sito . I commenti che verranno ritenuti offensivi o razzisti non verranno pubblicati e saranno cancellati.