Vita e opere del conte che fece grande il castello
I relatori ieri mattina al convegno al castello Bolognini

Sant’Angelo riscopre Gian Giacomo Bolognini, a cento anni dalla morte

Domenica mattina l’evento sul conte che fece grande il castello

Uomo di legge - di professione avvocato - e uomo di cultura, politico, filantropo, collezionista di opere d’arte. Che tanto, insieme alla moglie la contessa Lydia Caprara, ha lasciato all’arte, della cultura, del sociale, al progresso nel mondo dell’agricoltura. A cento anni dalla morte Sant’Angelo Lodigiano riscopre il conte Gian Giacomo Bolognini, con un convegno storico - molte e importanti voci del panorama nazionale e locale - di scena ieri mattina nel castello Bolognini, oggi patrimonio storico-architettonico e culturale disponibile al pubblico.

Ad aprire l’appuntamento di ieri, il direttore della Fondazione Morando Bolognini Luigi Degano, ma c’erano anche il sindaco di Sant’Angelo Maurizio Villa, mentre l’assessore regionale alla cultura Stefano Bruno Galli ha inviato una missiva di apprezzamento all’iniziativa, specificando che farà presto visita al museo Lombardo di Storia dell’Agricoltura, anche in considerazione dell’eccellenza lombarda nel settore.

Tante le notizie, ma anche gli aneddoti e le curiosità che hanno raccolto e svelato al pubblico i relatori, da Luigi Mariani, del Museo Lombardo di Storia dell’Agricoltura, allo stesso Degano, a Tommaso Maggiore, sempre del Museo Lombardo di Storia dell’Agricoltura, Dezio Paoletti e Maria Grazia Merigo, dell’associazioni Amici Fondazione Civiltà Bresciana della Bassa e del Parco dell’Oglio e Ilaria De Palma del Comune di Milano.

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