Auto, Suv e motociclette, quando l’uscita da scuola si trasforma in un incubo
Nella foto d’archivio un vigile urbano in via Paolo Gorini

A Lodi l’uscita da scuola si trasforma in un “incubo”: la mappa delle zone a rischio

Auto e moto assediano gli alunni: la protesta di genitori e docenti

Greta Boni

Macchine in doppia fila, quando c’è spazio. Altrimenti si posteggia sul marciapiede o sulla pista ciclabile. Code a non finire, confusione e smog alle stelle. E guai a lamentarsi, a fare osservazioni, perché si rischia di litigare. Quando suona la campanella a scuola... tutto il mondo è paese, purtroppo. Ogni giorno si creano ingorghi e il rischio d’incidenti si alza a dismisura. In un certo senso, il servizio del «Cittadino» sull’ingresso mattutino alla Don Gnocchi, in via Madre Cabrini a Porta Regale, ha aperto il “vaso di Pandora”. Alcuni genitori hanno subito sottolineato che lo stesso scenario si può vedere anche davanti all’istituto Maria Ausiliatrice, a pochi metri di distanza.

Basta girare la città nell’ora di punta per rendersi conto della situazione. Il traffico si blocca per paralizzare intere zone di Lodi, con studenti - piccoli e grandi - che si riversano nelle strade. Accade in via Paolo Gorini e in via delle Orfane, ma anche in corso Archinti, considerato uno dei punti peggiori.

Proprio la scorsa settimana è emerso il caso di via San Giacomo, dove i genitori dell’istituto Barzaghi hanno esplicitamente chiesto più sicurezza per i bambini.

Il personale della polizia locale di Lodi, guidato dal comandante Fabio Sebastiano Germanà Ballarino, non è sufficiente per presidiare tutte le scuole della città, così si è pensato di suddividere grosso modo gli istituti in tre fasce: la massima, l’intermedia e la minima.

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